Germania, flop del reclutamento volontario: si torna verso la leva obbligatoria

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Germania si trova a fare i conti con un fallimento sostanziale del suo nuovo modello di reclutamento volontario.

Nonostante l'invio di circa trecentomila lettere ai giovani cittadini in età utile per un arruolamento nella riserva, la risposta è stata infatti di appena cinquecentotrenta adesioni tra gennaio e maggio di quest'anno, un numero talmente esiguo da mettere in seria discussione l'intera strategia di crescita delle forze armate tedesche, costringendo Berlino a valutare concretamente il ritorno al servizio militare obbligatorio, che era stato sospeso nel lontano 2011.

La necessità di una decisione entro il 2027

Il presidente della commissione Difesa del Bundestag, Thomas Roewekamp, ha dichiarato che se il sistema volontario non dovesse dimostrarsi in grado di raggiungere gli ambiziosi obiettivi di crescita, non resterà altra scelta che ripristinare la leva, con una decisione che dovrà essere obbligatoriamente presa entro il 31 luglio del prossimo anno.

La Germania, di fronte a quella che viene percepita come una minaccia crescente dalla Russia e a un'alleanza atlantica resa meno prevedibile dagli Stati Uniti, si è posta l'obiettivo di aumentare il numero dei soldati in servizio attivo dagli attuali centottantacinquemila ad almeno duecentosessantamila entro il 2035, un traguardo che appare sempre più irraggiungibile con il solo reclutamento su base volontaria.

La riforma della riserva e il superamento del doppio consenso

Per cercare di tamponare l'emergenza personale, il governo tedesco ha già approvato una serie di leggi volte a rafforzare la riserva dell'esercito, tra cui l'abolizione del principio noto come "doppio volontariato", che finora richiedeva il consenso sia del riservista che del suo datore di lavoro per poter essere richiamato in servizio.

Con la nuova normativa, la partecipazione all'addestramento militare diventerà obbligatoria per i riservisti e non richiederà più l'autorizzazione del datore di lavoro, con la possibilità che questi vengano convocati anche in situazioni di crisi o in caso di minacce ibride, indipendentemente da una formale dichiarazione di difesa nazionale.

La svolta nella spesa militare: 110 miliardi per la difesa

Parallelamente ai problemi di organico, Berlino sta procedendo a un incremento senza precedenti della spesa per la difesa, segnando una vera e propria svolta nella politica di rigore fiscale che ha caratterizzato il paese per decenni. Il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza del bilancio federale per il 2027, che prevede una spesa complessiva di 555,4 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 524,5 del 2026, con una fetta destinata alla difesa che sfiora i 110 miliardi di euro, un terzo in più rispetto allo stanziamento dell'anno precedente.

Come ha dichiarato il ministro delle Finanze Lars Klingbeil, che ha difeso la manovra nonostante le critiche per i tagli agli aiuti allo sviluppo e ai fondi per il clima, la pace in Europa è minacciata dalle mire imperialistiche di Putin e non ci si può difendere da questa minaccia con un bilancio in pareggio, giustificando così un indebitamento netto complessivo che dovrebbe raggiungere i 118,7 miliardi di euro nel 2027.

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