Banca clandestina cinese smantellata, sette arresti e sequestri per 116 milioni di euro
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Redazione Interno
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All'alba di ieri, un'operazione su vasta scala della Guardia di Finanza ha portato allo smantellamento di una presunta organizzazione criminale cinese, radicata nelle Marche, che avrebbe costituito una banca clandestina per ripulire denaro di provenienza illecita. L'operazione, denominata "No Name", ha coinvolto 250 finanzieri, ottanta auto, un elicottero e quattro unità cinofile, ed è stata condotta tra Civitanova e Corridonia.
Gli agenti, con lampeggianti e sirene, hanno fatto irruzione in diverse abitazioni e locali commerciali, scoprendo somme di denaro nascoste nei luoghi più impensabili: calzini, doppifondi dei cassetti e botole. Sono stati sequestrati oltre 116 milioni di euro tra contanti, beni e disponibilità finanziarie, ritenuti i proventi di un'associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale e al riciclaggio.
Il comandante della Guardia di Finanza Marche, generale Nicola Altiero, ha spiegato che l'organizzazione, con il suo quartier generale tra il Maceratese e il Fermano, aveva ramificazioni in varie regioni italiane e tentacoli in tutta Europa. La banca clandestina, definita una vera e propria "lavatrice di denaro", utilizzava prestanome e negozianti, coinvolgendo anche una quarantina di italiani in operazioni illecite. Questi ultimi, secondo Altiero, fornivano la propria identità per intestarsi codici Iban, documenti commerciali o fatture relative a operazioni inesistenti.
L'operazione "No Name" rappresenta un duro colpo per la criminalità organizzata cinese in Italia, dimostrando l'efficacia delle forze dell'ordine nel contrastare il riciclaggio di denaro e la frode fiscale.




