Fincantieri corre a Piazza Affari con il rapporto Eda sulla difesa europea

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Tonica la seduta di Fincantieri a Piazza Affari, tra i migliori titoli del listino milanese. A sostenere il titolo contribuisce il clima positivo sul comparto della difesa, con lo Stoxx 600 di settore che regge in una giornata negativa per quasi tutti i comparti. Il gruppo navalmeccanico italiano beneficia dell'attenzione degli investitori verso il settore, alimentata dal primo Annual Defence Readiness Report dell'Agenzia europea per la difesa (Eda), il documento che misura per la prima volta in modo sistematico la prontezza militare e industriale dell'Unione.

Il rapporto Eda e il quadro della spesa

Lo scorso 28 settembre i ministri della Difesa dell'Unione, riuniti nel Comitato direttivo dell'Agenzia europea per la difesa, hanno accolto il primo Rapporto annuale sulla prontezza della difesa, redatto dall'Agenzia con il contributo della Commissione europea, del Servizio europeo per l'azione esterna e dello Stato maggiore dell'Unione. Secondo i dati diffusi, la spesa per la difesa dei 27 Stati membri ha raggiunto i 418 miliardi di euro nel 2025, pari al 2,2% del Pil dell'Unione, e potrebbe salire fino a 547 miliardi entro il 2029.

Si tratta di cifre senza precedenti negli ultimi tre decenni, ma il rapporto sottolinea come l'aumento degli stanziamenti non si traduca automaticamente in capacità operative realmente dispiegabili.

La frammentazione degli investimenti nazionali

Il nodo centrale sollevato dal documento riguarda la frammentazione degli investimenti. La maggior parte degli acquisti viene effettuata su base puramente nazionale, senza coordinamento tra gli Stati membri: solo il 13% degli investimenti è stato realizzato congiuntamente, un dato in peggioramento rispetto al 18% registrato nel 2022 e lontano dall'obiettivo del 40% fissato per il 2030.

Questa dispersione delle risorse produce inefficienze significative e rallenta la chiusura delle lacune capacitative, in particolare nei settori della difesa aerea e missilistica, del combattimento terrestre, delle forze navali e delle scorte di munizioni. Il rapporto evidenzia come gli attuali piani nazionali non sembrino sufficienti a colmare tali deficit nei tempi previsti. L'agenzia sottolinea la necessità di un cambiamento sostanziale nel ritmo e nella portata degli investimenti, affinché l'obiettivo di una piena prontezza difensiva entro il 2030 possa essere realisticamente perseguito.

Le prospettive per il comparto industriale

Per il settore industriale della difesa, e in particolare per un gruppo come Fincantieri attivo nella cantieristica militare, il quadro delineato dal rapporto Eda assume un peso specifico. Il documento identifica nelle forze navali una delle aree in cui le lacune restano significative, con investimenti concentrati prevalentemente su fregate e corvette ma con tempi di consegna che in molti casi si protraggono oltre il 2030.

La necessità di colmare i deficit capacitativi, unita alla crescente pressione per una maggiore integrazione europea nei programmi di armamento, delinea uno scenario in cui la domanda di piattaforme navali e sistemi associati è destinata a mantenersi elevata. Il mercato ha recepito questo contesto premiando il titolo, che si muove in controtendenza rispetto all'andamento generale di Piazza Affari.

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