Zes unica, in Campania una corsa contro il tempo per il credito d'imposta
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Redazione Economia
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Le imprese che hanno puntato sulla Zona Economica Speciale unica si trovano di fronte a una scadenza ineludibile, fissata tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025, periodo durante il quale è obbligatorio presentare la comunicazione integrativa per confermare l'avvenuta realizzazione degli investimenti precedentemente dichiarati. Si tratta di un passaggio fondamentale, spesso sottovalutato, che determina l'effettiva fruibilità del beneficio fiscale e che, se disatteso, rischia di vanificare l'intero iter progettuale, con conseguenze facilmente immaginabili sul piano economico-finanziario.
Il sorpasso delle autorizzazioni verso quota mille
A guidare l'imponente macchina delle semplificazioni è, dallo scorso agosto, la Struttura di missione di Palazzo Chigi, della quale Giosy Romano fornisce un bilancio più che positivo. «Assolutamente», risponde l'avvocato Romano quando gli si chiede se le autorizzazioni uniche stiano procedendo spedite verso il traguardo delle mille unità, spiegando come il contatore si sia già fermato a 910 procedure approvate. Queste, che rappresentano un volume d'investimenti superiore ai trenta miliardi di euro, porteranno con sé, come ricaduta occupazionale, oltre quarantamila assunzioni, un dato che da solo basterebbe a fotografare l'impatto dell'intero programma.
La Campania come locomotiva del Mezzogiorno
È proprio la regione Campania, del resto, a distinguersi per dinamismo nell'ambito del mezzogiorno, attestandosi come il territorio dove l'interesse degli investitori si è manifestato con maggiore evidenza. Con un ammontare di richieste per il credito d'imposta che supera il miliardo di euro e con 2.367 pratiche già attivate, l'area campana dimostra una capacità di attrazione notevole, trainata in particolare dai settori dell'agrifood e dell'industria, senza dimenticare il boom registrato nel comparto turistico. Questi numeri, aggiornati al 2024, suggellano un primato che va oltre le mere statistiche, indicando una reale volontà di sbloccare quelle energie che, per troppo tempo, sono rimaste compresse.
Oltre un sistema chiuso e autoreferenziale
La svolta resa possibile dalla Zes unica, infatti, si inserisce in un contesto che, per anni, è stato caratterizzato da una gestione giudicata pesante e da un sistema definito chiuso, il quale, occupando ogni ganglio vitale della regione e della sanità, avrebbe di fatto impedito il decollo di iniziative imprenditoriali. Quel modello, tacciato di essere autoreferenziale e di aver utilizzato la cosa pubblica non per generare sviluppo diffuso ma per altri fini, appare oggi superato da una governance differente, la quale, premiando il merito e non le conoscenze, sta finalmente restituendo fiducia a un tessuto produttivo storicamente vivace ma non sempre adeguatamente supportato.




