Ferrari, a Monza la livrea speciale per i trent’anni di Schumacher e le parole di Leclerc

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il conto alla rovescia per il Gran Premio d’Italia è ufficialmente iniziato e, come da tradizione, la Scuderia Ferrari HP ha scelto l’appuntamento di Monza per celebrare uno dei capitoli più gloriosi della propria storia.

A trent’anni esatti dall’arrivo di Michael Schumacher a Maranello, avvenuto nel 1996, il Cavallino Rampante rende omaggio al campione tedesco con una serie di iniziative che coinvolgono sia le monoposto che i piloti, trasformando il Tempio della Velocità in un palcoscenico ideale per ricordare un’eredità che, come sottolineato dalla stessa scuderia, continua a influenzare il modo di affrontare le competizioni.

L’occasione è tanto più significativa se si considera che Schumacher, in quella prima stagione in rosso, riportò la Ferrari alla vittoria proprio sul circuito brianzolo, interrompendo un digiuno che durava dal 1988 e gettando le basi per il ciclo di successi che avrebbe dominato il decennio successivo.

La livrea della SF-26 ispirata alla F310 del 1996

Il tributo più evidente passa attraverso le vetture di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, che per il weekend di Monza sfoggeranno una livrea speciale sulla SF-26. Il design è un chiaro riferimento alla F310, la monoposto con cui Schumacher esordì in Ferrari e che vinse il primo dei suoi cinque Gran Premi d’Italia in rosso. La vettura si presenta prevalentemente rossa, con inserti bianchi sulle ali e dettagli neri che richiamano l’estetica di trent’anni fa.

Un tocco di classe è rappresentato dalla finitura dorata sui cerchi BBS, che rievoca il colore originale dei componenti in magnesio utilizzati in quell’epoca, mentre sul muso spicca la citazione grafica del casco del campione tedesco, con le sette stelle che simboleggiano i suoi titoli mondiali, affiancata dal logo personale di Schumacher composto dalle lettere M ed S intrecciate a formare l’abitacolo di una monoposto.

L’omaggio non si limita alla carrozzeria: l’intero team indosserà divise speciali per l’occasione, mentre Leclerc e Hamilton avranno a disposizione tute, scarpe, guanti e caschi dal design dedicato, che creeranno un collegamento visivo tra l’era d’oro del Kaiser e la Scuderia di oggi.

Non mancherà un tuffo nella memoria collettiva grazie all’esposizione di tre monoposto storiche: la stessa F310 del 1996, la 248 F1 del 2006, che rappresenta l’ultima stagione di Schumacher a Maranello, e la dominante F2002, una delle vetture più iconiche della storia recente della Formula 1.

Le parole di Charles Leclerc e la febbre di Monza

In occasione della presentazione della nuova collezione Puma for Scuderia Ferrari HP a Milano, Charles Leclerc ha raccontato le sensazioni che precedono il weekend di casa, ammettendo che l’atmosfera di Monza ha il potere di cambiare persino le sue abitudini. Il pilota monegasco, che sogna di bissare i successi del 2019 e del 2024, ha confessato di essere cresciuto con il mito di Schumacher, dichiarando: “Da bambino lo guardavo sognando di diventare come lui. Ancora oggi in Ferrari si usano dei metodi di lavoro che sono figli della sua impronta”.

Leclerc ha anche svelato una curiosa particolarità legata alla preparazione musicale per la gara: se di solito ascolta brani che lo caricano, a Monza preferisce qualcosa di più calmo, come il cantante italiano Ultimo, scherzando poi sul fatto di non essere superstizioso, nonostante il nome dell’artista possa suggerire il contrario per chi vive nel mondo dei motori.

Nel frattempo, il centro di Milano si prepara ad accogliere i due alfieri della Rossa per l’evento “Drive to Monza” in programma mercoledì 2 settembre a Palazzo Reale, dove Leclerc e Hamilton saluteranno i tifosi prima di concentrarsi sulla pista.

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