Trovato senza vita Gino Paoli, l'85enne disperso da 25 giorni a Brentonico

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo venticinque lunghissimi giorni di ricerche, condotte senza sosta tra sentieri impervi e fitti boschi, il corpo di Gino Paoli, l'anziano di 85 anni di cui si erano perse le tracce il 2 luglio scorso, è stato infine ritrovato senza vita.

Una vicenda, quella dell'uomo originario di Rovereto, che ha tenuto con il fiato sospeso l'intera vallata, mobilitando centinaia di volontari e soccorritori, ma che purtroppo si è conclusa nel modo più tragico, con il ritrovamento della salma avvenuto nella giornata di oggi, 27 luglio, nella zona di Malga Mortigola, a poca distanza dalla frazione di San Giacomo di Brentonico dove l'uomo risiedeva. L'allarme, a dare il via alle ricerche, era stato lanciato dalle figlie dell'85enne che, non vedendolo rientrare a casa, avevano immediatamente compreso che qualcosa non andava per il verso giusto.

Il ritrovamento e le ricerche

Il ritrovamento della salma, avvenuto in una zona impervia e difficilmente accessibile del territorio montano, è stato reso noto ufficialmente dalla parrocchia di Brentonico attraverso un breve messaggio pubblicato sui propri canali social, con il quale è stato espresso il cordoglio della comunità e la vicinanza ai familiari dell'uomo.

Le ricerche dell'85enne, va ricordato, non si sono mai interrotte in queste settimane; centinaia di soccorritori si sono alternati in operazioni di perlustrazione che hanno interessato boschi, sentieri e persino specchi d'acqua della Vallagarina, nell'estremo tentativo di riportare a casa Gino Paoli. Non c'è stato giorno, in questi venticinque giorni, in cui le squadre di ricerca non abbiano battuto palmo a palmo il territorio compreso tra la località Festa di Brentonico, Maso Palù e Malga Mortigola, dove poi è stato individuato il corpo.

L'appello del figlio e la mobilitazione

Nei giorni scorsi, a testimonianza della disperazione che aveva pervaso la famiglia, era stato lo stesso figlio dell'uomo a lanciare un appello pubblico, nel tentativo di coinvolgere quante più persone possibile nella ricerca. Un grido d'aiuto che aveva trovato ampia eco, organizzando battute di ricerca a cui avevano preso parte amici, parenti e semplici cittadini, tutti animati dalla speranza di poter riabbracciare il pensionato.

La mobilitazione, spontanea e sentita, aveva dimostrato quanto Gino Paoli fosse stimato e voluto bene in quella comunità; un affetto che ora si trasforma in un profondo cordoglio per una perdita che lascia un vuoto incolmabile, soprattutto per le figlie che per prime avevano dato l'allarme e che ora si trovano ad affrontare il dolore più grande.

La dinamica della scomparsa

La scomparsa di Gino Paoli risaliva a più di tre settimane fa, quando l'85enne era uscito dalla propria abitazione a San Giacomo di Brentonico senza però fare più ritorno. Le circostanze precise che hanno portato al decesso sono al momento al vaglio delle autorità competenti, che stanno effettuando i rilievi del caso per ricostruire gli ultimi istanti di vita dell'uomo e per escludere eventuali responsabilità penali, sebbene al momento l'ipotesi più accreditata rimanga quella di una sfortunata caduta o di un malore che lo ha colto mentre si trovava in una zona impervia.

Le ricerche, coordinate dalle forze dell'ordine e dai vigili del fuoco, si erano concentrate fin da subito nell'area circostante il paese di Brentonico, sfruttando anche l'ausilio di unità cinofile e droni per sondare i punti più inaccessibili della fitta vegetazione che ricopre le pendici del Monte Baldo e le zone limitrofe, rendendo le operazioni di recupero particolarmente complesse e dispendiose in termini di tempo e risorse.

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