Gino Paoli trovato senza vita a Brentonico, l'addio all’85enne scomparso il 2 luglio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda di Gino Paoli, il pensionato di 85 anni scomparso il 2 luglio scorso dalla sua abitazione a San Giacomo, frazione del comune trentino di Brentonico. Dopo oltre tre settimane di ricerche serrate, che hanno impegnato centinaia di soccorritori tra i sentieri impervi, i boschi fitti e gli specchi d’acqua della Vallagarina, il corpo senza vita dell’uomo è stato infine localizzato da un’unità cinofila.

Il ritrovamento è avvenuto in un prato al limite del bosco, in una zona compresa tra Mortigola e Festa, a poca distanza dall’area da cui l’anziano si era allontanato il giorno della scomparsa.

Tre settimane di ricerche e l’appello del figlio

L’allarme per la scomparsa di Gino Paoli, roveretano di origine ma residente da tempo sull’altopiano di Brentonico, era scattato immediatamente dopo la sua uscita di casa, avvenuta nella tarda mattinata del 2 luglio. Da quel momento, dell’85enne non si erano più avute notizie, nonostante le battute di ricerca che si sono susseguite senza sosta per venticinque giorni.

Le operazioni, coordinate dai vigili del fuoco e dalle forze dell’ordine, hanno coinvolto squadre di specialisti, droni e unità cinofile, setacciando metro dopo metro il territorio accidentato che caratterizza quella porzione del Trentino. Nei giorni scorsi, il figlio dell’uomo aveva lanciato un accorato appello pubblico, organizzando anche una ricerca autonoma insieme ad amici e parenti, concentrata nel triangolo tra località Festa, Maso Palù e Malga Mortigola, nella speranza di poter riabbracciare il padre e di fornire un contributo concreto alle squadre ufficiali.

Il ritrovamento del corpo e la comunicazione della parrocchia

Il corpo di Gino Paoli è stato rinvenuto quando ormai le speranze di ritrovarlo in vita si erano affievolite, complice il trascorrere dei giorni e le temperature spesso elevate che hanno caratterizzato il mese di luglio. A trovare la salma, distesa in un prato al confine con la vegetazione boschiva, è stata un’unità cinofila impegnata nelle ricerche; il ritrovamento è stato confermato poco dopo dalla parrocchia di Brentonico, che ha diffuso un messaggio di cordoglio attraverso i propri canali social, esprimendo profonda vicinanza ai familiari dell’uomo.

La notizia ha scosso profondamente la popolazione locale, che aveva seguito con apprensione gli aggiornamenti sulle ricerche e che si era mobilitata in diverse occasioni per offrire supporto logistico e umano alla famiglia.

L’intervento nella diga e la chiusura delle operazioni

Parallelamente alle ricerche che hanno portato al ritrovamento di Gino Paoli, i soccorritori sono stati chiamati a intervenire anche in un’altra zona del territorio, precisamente nell’invaso artificiale della diga situata tra i comuni di Brentonico e Avio. Nelle stesse ore, infatti, un altro cadavere era affiorato nell’acqua, richiedendo un intervento separato dei sommozzatori e delle unità di soccorso per il recupero della salma.

Le due vicende, sebbene temporalamente coincidenti, sono state gestite come operazioni distinte, e il ritrovamento nella diga non è al momento collegato alla scomparsa dell’85enne. Con il recupero del corpo di Gino Paoli, le ricerche che avevano tenuto col fiato sospeso l’intera vallata per venticinque giorni si sono ufficialmente concluse, lasciando spazio al dolore della famiglia e alla richiesta di riservatezza per il lutto che li ha colpiti.

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