Il caso Bastoni e il ritorno di Cuadrado: quando il fischio diventa la colonna sonora del calcio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Le cronache sportive di queste settimane, e lo stadio di Como ne è stata l'ultima, seppur non definitiva, testimonianza, raccontano di un fenomeno che travalica i confini della semplice contestazione e si insinua nel dibattito sul tifo e sul rispetto, un dibattito che vede come suo paradossale protagonista Alessandro Bastoni. Il difensore dell'Inter e della Nazionale, dopo l'episodio incriminato del 14 febbraio in Inter-Juventus, quando con una simulazione causò l'espulsione di Kalulu, è diventato il bersaglio preferito delle tifoserie avversarie. Ogni suo tocco di palla lontano da San Siro, che sia stato al Via del Mare di Lecce o, per l'appunto, al Sinigaglia di Como in Coppa Italia, viene regolarmente accompagnato da una salva di fischi. Una reazione, questa, che il giornalista Sandro Sabatini ha voluto inquadrare in una prospettiva più ampia, ricordando come il fischio, a differenza dell'insulto, sia storicamente parte integrante del gioco e come, paradossalmente, ci si scandalizzi oggi per Bastoni mentre in passato si sono accettate le stesse dinamiche per altri, come nel caso di Lukaku, definito "traditore".
La solidarietà del mondo del calcio e la voce di Fabregas
Se da una parte gli spalti tuonano, dall'altra, quella del rettangolo verde e degli addetti ai lavori, si leva un coro di voci che chiedono misura e provano a difendere il giocatore. Tra queste, spicca per autorevolezza e tempestività quella di Cesc Fabregas, tecnico del Como e quindi, quella sera, avversario diretto di Bastoni. Lo spagnolo, lungi dal gettare benzina sul fuoco, ha offerto una lettura lucida e, per certi versi, sorprendente del clima che si respira attorno al difensore nerazzurro: secondo Fabregas, i fischi non sarebbero tanto la conseguenza della sola simulazione, quanto il prezzo da pagare per militare nella squadra più forte d'Italia. Parole pesanti, quelle dell'allenatore spagnolo, che ha voluto ricordare come a sbagliare ci si passi tutti, aggiungendo come il classe '99 abbia le qualità, umane e tecniche, per diventare il futuro capitano dell'Italia. Un'analisi, la sua, che prova a spezzare una lancia a favore di un ragazzo che, a suo dire, andrebbe protetto.
L'intervento di Buffon: tra eccesso di zelo e dubbi sul Var
A gettare acqua sul fuoco della polemica è intervenuto anche Gianluigi Buffon, il quale, nella sua doppia veste di capodelegazione azzurra e di leggenda della Juventus, ha voluto fare chiarezza sul caso. L'ex portiere, in un'intervista rilasciata a Il Messaggero, ha rivelato di aver sentito direttamente Bastoni, trovando l'achilmente difensore nel bel mezzo di una bufera che, a suo giudizio, appare decisamente sproporzionata. Buffon ha parlato di un accanimento eccessivo, sottolineando come il giocatore stia pagando un prezzo ben più alto delle sue reali colpe, nonostante le scuse pubbliche già presentate. Parallelamente, e qui il discorso si allarga a un tema tecnico più spinoso, Buffon ha riacceso i riflettori sulla gestione del protocollo Var in occasione del match Inter-Juventus, definendo "fuori di testa" una procedura che ha impedito di correggere un errore così grave come l'espulsione di Kalulu. Un paradosso, insomma: la tecnologia, nata per aiutare, è rimasta inerme di fronte a un episodio che ha poi generato strascichi ben più lunghi e pesanti della partita stessa.
Il ritorno di Cuadrado e la memoria corta dello stadio
Se Bastoni sta scoprendo ora il peso dei fischi in ogni trasferta, c'è chi a quella musica è ben abituato e si appresta a rivivere l'ennesima sinfonia ostile. Juan Cuadrado, che sabato affronterà la Juventus con la maglia del Pisa, torna per la terza volta da ex allo Stadium. Un ritorno che, nonostante le 314 presenze e i 12 trofei conquistati in bianconero, si preannuncia tutt'altro che amichevole. La memoria dei tifosi, si sa, è spesso selettiva e l'approdo del colombiano all'Inter, seppur breve, non è stato digerito. La sua sarà l'occasione per osservare come l'umore degli stessi spalti che fischiano Bastoni possa cambiare a seconda del colore della maglia e del nemico di turno, in un ciclo continuo di accuse e memorie storiche che nel calcio italiano trovano terreno particolarmente fertile. Cuadrado, dal canto suo, ha scelto la via della diplomazia e della riconoscenza, dichiarando in conferenza stampa di tornare in uno stadio che per lui e per la sua famiglia è stato casa per otto anni, nonostante la consapevolezza che la colonna sonora del match sarà composta prevalentemente da fischi.




