Massimiliano Mulas, il fermo convalidato per la violenza sulla bambina di 11 anni a Mestre
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Redazione Interno
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Massimiliano Mulas, il 45enne sardo accusato di aver aggredito sessualmente una bambina di 11 anni nell’androne di un palazzo a Mestre, ha scelto di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al gip Alberto Scaramuzza. Il magistrato, accogliendo la richiesta della pm Anna Andreatta, ha convalidato il fermo disposto nei suoi confronti, ordinandone la custodia in carcere in regime di isolamento e sotto stretta sorveglianza.
La dinamica dell’arresto è stata raccontata dal carabiniere Carmine Tondi, 23 anni, in servizio alla stazione di Mestre, che anche fuori dal turno ha partecipato alle ricerche dell’uomo dopo la diffusione dell’identikit. «Lo ho notato mentre girava agitato in via Piave», ha spiegato Tondi, descrivendo il momento in cui lo ha individuato e bloccato. L’episodio risale a giovedì scorso, quando la vittima, rientrando da un’attività sportiva, è stata pedinata e aggredita poco prima di raggiungere casa. Al telefono con un’amica, che ha sentito le sue urla, la ragazzina è riuscita a chiedere aiuto, innescando la reazione dei residenti e delle forze dell’ordine.
Mulas, già noto per precedenti legati a violenze sessuali, è ora al centro di un’inchiesta che potrebbe coinvolgere anche episodi analoghi in Sardegna, sua regione d’origine. Le indagini, ancora in corso, mirano a ricostruire i movimenti dell’uomo e a verificare eventuali connessioni con altri casi irrisolti. Intanto, la gravità del fatto ha suscitato reazioni istituzionali, tra cui quelle del governatore del Veneto Luca Zaia e del patriarca di Venezia Francesco Moraglia, che hanno espresso sdegno e ribadito la necessità di pene più severe per crimini di questa natura.




