Massimiliano Mulas e la scia di violenza: venticinque anni di reati sessuali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Massimiliano Mulas, 45 anni, nato a Bruchsal, nel Baden-Württemberg, ma cresciuto a Tempio Pausania, nel cuore della Gallura sarda, è finito in manette per l’aggressione sessuale ai danni di una bambina di 11 anni a Mestre. L’episodio, avvenuto giovedì 10 aprile nell’androne di un condominio di viale San Marco, ha scatenato un’ondata di sdegno, rinnovando interrogativi sulla sua lunga storia giudiziaria.

Quella sera, la vittima, reduce da un pomeriggio in palestra, stava rientrando a casa mentre parlava al telefono con un’amica. È stata proprio quest’ultima, udendo le urla, a chiamare i soccorsi. Mulas, secondo le prime ricostruzioni, l’avrebbe seguita fino all’ingresso dell’abitazione, per poi aggredirla. La fuga è stata interrotta poche ore dopo: durante il tentativo di allontanarsi, l’uomo aveva perso il portafogli, lasciando una traccia decisiva per il suo riconoscimento.

Il fermo, convalidato dal gip nonostante la «scena muta» opposta dall’imputato, lo ha portato nel carcere veneziano di Santa Maria Maggiore. Ma il suo nome non è nuovo alle cronache giudiziarie: una serie di procedimenti per reati analoghi, alcuni ancora pendenti, costellano il suo passato, incluso un caso in Sardegna. Proprio questa reiterazione ha alimentato le polemiche, spingendo esponenti politici come Matteo Salvini a invocare la castrazione chimica, mentre il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, ha parlato di «orrore e ripugnanza».

La reazione istituzionale non si è fatta attendere. Luca Zaia, presidente del Veneto, ha espresso «profondo sdegno», sottolineando l’urgenza di una riflessione collettiva. Quello che emerge, al di là delle condanne unanimi, è un profilo criminale che per anni ha eluso conseguenze definitive, nonostante i precedenti. Le indagini ora dovranno accertare eventuali connessioni tra i diversi episodi, mentre l’opinione pubblica chiede risposte sulla capacità di prevenire recidive così gravi.

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