Scandalo elettorale in Puglia: un'indagine rivela una rete di corruzione
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Redazione Interno
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L'ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia è al centro di un'indagine per corruzione elettorale a Bari. Il marito, Sandro Cataldo, è stato posto agli arresti domiciliari due giorni fa su ordinanza della gip Paola Angela De Santis. Secondo l'ordinanza, la personalità di Cataldo sarebbe sintomatica di proclività delinquenziale.
Coinvolti nel caso anche il sindaco di Triggiano e il suo vice
Non solo Cataldo è coinvolto nell'indagine. Anche il sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, il vicesindaco Vito Perrelli e altri due individui sono stati ristretti ai domiciliari con la stessa accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. Ieri, Donatelli è stato sospeso dalla carica dalla Prefettura di Bari.
Voti comprati e ombre di declino tra preferenze e listini bloccati
L'indagine ha portato alla luce un incredibile episodio di voto di scambio con epicentro nel Barese. Le schede elettorali sarebbero state "comprate" per la modica cifra di 50 euro. Questo riporta d'attualità un tema connesso e mai sparito dai primi piani della politica: come disciplinare i consensi degli elettori nelle competizioni elettorali, ai vari livelli.
Critiche al sistema elettorale nazionale
Sul piano nazionale, il sistema giornalisticamente chiamato "Rosatellum", introdotto nel 2017, è ormai ampiamente criticato. Questo sistema ha una formula mista, con una quota uninominale e una proporzionale (che assegna la maggior parte dei seggi parlamentari) basata sul meccanismo dei "listini bloccati", escludendo le preferenze.
La democrazia in vendita a 50 euro a testa
Un lettore, Francesco Bilardi, ha scritto al Direttore Feltri esprimendo il suo disgusto per quanto è emerso in Puglia. Secondo Bilardi, certi esponenti locali di sinistra erano soliti comprare voti al costo di 50 euro cadauno. Il Direttore Feltri ha risposto ironicamente che neppure nel periodo dei saldi si vedono prezzi simili.




