Pagelle europei atletica 2026: Fantini d'argento, ok Diaz, quinto posto per Folorunso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La terza serata di gare agli Europei di atletica leggera in corso di svolgimento all'Alexander Stadium di Birmingham ha regalato all'Italia un'altra medaglia preziosa, seppure con il sapore di una rivincita solo parziale. Sara Fantini, carabiniere e lanciatrice di martello, ha conquistato l'argento con un primo lancio da 74,35 che è valso l'accesso diretto alla zona podio e ha retto all'urto dei successivi tentativi.

Un risultato che, per l'azzurra, assume i contorni di una conferma e di una sfida al tempo stesso; la sua gara, infatti, è stata caratterizzata da una solidità notevole e da una continuità di rendimento che solo la finlandese Kosonen, con una prova superiore, è riuscita a spezzare per la vittoria finale.

L'emiliana, che aveva già all'attivo il bronzo di Monaco e l'oro di Roma del 2024, completa così il suo personale trittico europeo e lo fa in una stagione complessa e di profonda transizione tecnica, avendo scelto di cambiare guida tecnica affidandosi a Renzo Pozzo dopo otto anni di collaborazione con il precedente allenatore.

La certezza Fantini e la nuova via tecnica

La prestazione di Sara Fantini non è solo una questione di misura e di piazzamento, ma racconta anche il momento particolare che sta attraversando l'atleta. A 27 anni, la lanciatrice italiana ha deciso di modificare la meccanica del suo gesto atletico per proiettarsi verso standard competitivi più elevati, in vista del ciclo che porterà alle prossime Olimpiadi; questo processo di "ricalibratura" tecnica è ancora in fase di messa a punto, come lei stessa ha lasciato intendere ai microfoni, e il risultato di Birmingham assume quindi un valore aggiunto.

L'argento, in questa prospettiva, non è un punto di arrivo ma un premio lungo un percorso che la vede sperimentare e rischiare, lontana dalla zona di comfort eppure capace di essere già protagonista ai massimi livelli. La sua stagione, complessa e piena di incognite, trova una risposta importante in questo podio, dimostrando come la scelta di misurarsi con nuovi stimoli e con un nuovo metodo di lavoro stia producendo i frutti sperati, nonostante le difficoltà intrinseche di un cambiamento così radicale.

Il triplo risponde presente: Diaz, Biasutti e Dallavalle in finale

Le notizie positive per il contingente azzurro non si fermano al martello. Nelle qualificazioni del salto triplo, la risposta dell'Italia è stata corale e decisa, con tutti e tre gli atleti in gara che hanno centrato l'accesso alla finale. Andy Díaz Hernández, il cubano naturalizzato italiano che rappresenta una delle carte più alte del nostro salto, ha archiviato la pratica con un solo salto, dimostrando una sicurezza e una superiorità che fanno ben sperare per l'atto conclusivo.

L'azzurro ha chiuso la sua prova senza forzare, limitandosi a timbrare il cartellino per la finale e risparmiando energie per la sfida decisiva. La sua rincorsa e il suo stacco sono apparsi fluidi e potenti, e il messaggio lanciato agli avversari è chiaro: l'Italia, nel triplo, ha tutte le intenzioni di giocarsi le proprie carte per il gradino più alto del podio.

Al suo fianco, in finale, ci saranno Simone Biasutti e Andrea Dallavalle, che hanno superato il turno eliminatorio con prove di sostanza e carattere, assicurando una presenza numerica e qualitativa di rilievo nella gara che assegnerà le medaglie.

Folorunso quinto nei 400 ostacoli, dominio incontrastato di Zapletalova

Ayomide Folorunso, reduce da una stagione di alti e bassi, ha chiuso al quinto posto la finale dei 400 metri ostacoli, una gara che ha visto il dominio assoluto della slovacca Emma Zapletalova. La portacolori azzurra ha disputato una prova onesta e combattiva, ma l'asticella si è rivelata troppo alta per poter ambire a una posizione di vertice; la sua prestazione, sebbene lontana dai suoi migliori standard, le ha comunque permesso di raccogliere punti preziosi in ottica di classifica a squadre e di confrontarsi con un livello di competizione estremamente elevato.

Zapletalova, dal canto suo, è apparsa imprendibile sin dalle prime battute, imponendo un ritmo che nessuna delle avversarie è riuscita a seguire e aggiudicandosi il titolo continentale con un margine netto. La corsa della slovacca ha confermato i pronostici della vigilia e ha messo in luce la difficoltà di tenere il passo di un'atleta che in questa stagione sembra aver fatto un ulteriore salto di qualità in termini di resistenza e velocità di base.

Le certezze britanniche e il quadro della serata

La serata di Birmingham ha offerto anche la conferma del valore del padrone di casa Matthew Hudson-Smith, che ha vinto i 400 metri con una corsa magistrale, rispettando il pronostico che lo vedeva come principale favorito. La sua gara è stata un monologo di potenza e tecnica, che ha galvanizzato il pubblico dell'Alexander Stadium e che ha ribadito la supremazia britannica sulla distanza.

Per l'Italia, oltre alle gare già menzionate, la serata ha offerto spunti di riflessione e conferme; la medaglia d'argento di Fantini, insieme alle qualificazioni di peso nel triplo, disegnano un quadro di un movimento in salute, capace di lottare su più fronti e di esprimere atleti di livello assoluto. La strada è ancora lunga, con molte finali da disputare, ma le basi gettate in questa terza giornata di gare lasciano ben sperare per il prosieguo della manifestazione, dove l'Italia cercherà di piazzare ulteriori colpi in una rassegna che si sta rivelando avvincente e ricca di colpi di scena.

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