Izzo attacca Burdisso: “Scarso da giocatore come da dirigente” – la polemica infinità che scuote i playoff di B
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Un sigaro, una storia su Instagram e una valanga di polemiche pronte a tracimare oltre i confini del campo. Armando Izzo, difensore dell’Avellino classe 1992, ha trasformato la qualificazione ai playoff di Serie B – ottenuta all’ottavo posto dopo una stagione iniziata tra i rimpianti e poi rilanciata dalla svolta targata Ballardini – in un palcoscenico per un attacco frontale, senza filtri né mezzi termini, nei confronti di Nicolas Burdisso, direttore sportivo del Monza, e dell’allenatore brianzolo Paolo Bianco. Le parole, affidate alle storie del proprio profilo Instagram, sono state nette: “Scarso da giocatore, da allenatore, anche da direttore: sto arrivando”. Un messaggio doppiamente significativo, se si considera che il club biancorosso rappresenta una delle possibili avversarie nel percorso promozione degli irpini.
Il battibecco social che riaccende vecchie ruggini
Non è la prima volta che Izzo utilizza i social network come arena per regolare conti personali e professionali. Giunto all’Avellino a gennaio dal Monza, con l’obiettivo dichiarato di “portare l’Avellino in Serie A”, il difensore ex Genoa ha incubato per mesi – a quanto pare – un risentimento profondo nei confronti di chi lo aveva lasciato partire. Il diverbio, nato in seguito a scambi malevoli con tifosi avversari e alimentato da frecciate reciproche, ha trovato il suo apice nell’affondo a Burdisso: “Scarso da giocatore come da dirigente”. Una replica secca che non lascia spazio a interpretazioni, e che aggiunge un capitolo velenoso alla storia recente di due società destinate forse a incrociarsi nella post-season.
La sfida a Bianco e il sogno della finale
La stoccata più insidiosa, quella con un retrogusto di sfida personale, Izzo l’ha riservata a Paolo Bianco, tecnico del Monza. “Dì al tuo scarso allenatore – ha scritto il difensore – che se c’ero io in panchina arrivavo primo in classifica”. E ancora, a proposito di una possibile finale playoff tra Avellino e Monza: “È il mio sogno”. Parole che rivelano uno stato d’animo combattivo, certo, ma anche una certa volontà di trasformare il confronto sul rettangolo verde in una resa dei conti mediatica. L’immagine del sigaro fumato con aria spavalda, postata poche ore dopo la sofferta qualificazione della squadra irpina, suggella simbolicamente il momento: Izzo si sente leader indiscusso dentro e fuori, divisivo quanto carismatico.
Il contesto sportivo: un traguardo inatteso
L’Avellino, neopromosso in Serie B, ha chiuso il campionato all’ottavo posto, centrando l’accesso ai playoff dopo una stagione complicata. Prima del cambio in panchina avvenuto a fine febbraio, la squadra era pericolosamente vicina alla zona playout. L’arrivo di Ballardini ha stabilizzato il rendimento, e Izzo – arrivato proprio dal Monza nel mercato di gennaio – si è imposto come perno difensivo e trascinatore. Tuttavia, la sua abitudine a far discutere fuori dal campo rischia di offuscare quanto di buono fatto sul prato. Le parole contro Burdisso, e contro Bianco, non rappresentano un semplice sfogo isolato, ma l’ennesimo episodio di una carriera costellata da tensioni pubbliche, in cui l’istinto prevale sulla prudenza.
Nessuna mediazione in vista
Né il Monza né il diretto interessato hanno per ora replicato ufficialmente. D’altronde, Burdisso – ex calciatore di livello internazionale – ha costruito la sua seconda carriera dirigenziale proprio sulla capacità di restare defilato rispetto alle provocazioni. Izzo, dal canto suo, non ha mostrato alcuna intenzione di spegnere la miccia. Anzi, la stoccata finale (“sto arrivando”) suona quasi come un avvertimento: se i playoff porteranno Avellino e Monza a incrociarsi, il confronto sarà non solo sportivo, ma anche personale. Resta da vedere se, al fischio d’inizio, le parole lasceranno il posto ai fatti. O se, invece, l’ennesima scaramuccia social resterà l’unica eredità di una stagione già di per sé sorprendente per i campani.




