TikTok e le elezioni in Romania, un caso che scuote l'Europa
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Redazione Esteri
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In Romania, le elezioni presidenziali del 24 novembre sono state segnate da una serie di irregolarità che hanno sollevato preoccupazioni a livello europeo. Il candidato ultranazionalista e filorusso, Călin Georgescu, ha ottenuto un sorprendente risultato al primo turno, nonostante i sondaggi lo dessero in netto svantaggio. Questo exploit ha portato alla luce sospetti sull'uso illecito della piattaforma TikTok per influenzare l'elettorato, richiamando alla memoria lo scandalo di Cambridge Analytica.
Le autorità rumene hanno denunciato varie irregolarità, tra cui attacchi cibernetici volti a compromettere l'integrità del processo elettorale. La Corte costituzionale ha deciso di procedere al riconteggio dei voti, mentre il Comitato Supremo della Difesa ha evidenziato possibili ingerenze della Federazione Russa. In questo contesto, la Commissione europea ha convocato una tavola rotonda con rappresentanti delle piattaforme digitali, inclusa TikTok, per discutere delle misure da adottare in base al regolamento Ue sui servizi digitali (Dsa).
Il caos elettorale ha raggiunto un nuovo apice con la decisione della Corte costituzionale di rinviare a lunedì 2 dicembre la pronuncia sull'eventuale annullamento del primo turno. Questa decisione verrà presa solo dopo le elezioni parlamentari previste per domenica 1 dicembre, aggiungendo ulteriore incertezza alla situazione politica del Paese.
Nel frattempo, a Bruxelles, l'Unione europea si trova a dover mediare tra le preoccupazioni delle autorità rumene e le responsabilità delle piattaforme digitali.




