La corsa (digitale) di un ufficiale francese che ha tradito la posizione della portaerei Charles de Gaulle
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Redazione Esteri
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Era il 13 marzo, quando un giovane ufficiale della Marina francese ha deciso di indossare lo smartwatch per un jogging sul ponte della nave su cui lavora, senza immaginare che quel gesto, apparentemente innocuo, avrebbe trasformato un dato personale in un problema di sicurezza nazionale. La sua rotta, scandita da un’applicazione di running tra le più usate al mondo – Strava – ha disegnato una mappa precisa e quasi in tempo reale della posizione della portaerei Charles de Gaulle, all’epoca in missione a nord-ovest di Cipro, a circa cento chilometri dalla costa turca. Non ha pubblicato foto né dettagli particolari, ma ha caricato il percorso di poco più di sette chilometri, coperti in trentacinque minuti, su un profilo pubblico.
Una traccia digitale in un’area calda del Mediterraneo
La localizzazione della nave ammiraglia francese è emersa grazie a un’indagine del quotidiano *Le Monde*, che ha incrociato i dati dell’app con le immagini satellitari dell’area. Il personale militare, nel rispetto delle procedure, è solitamente sensibilizzato ai rischi legati all’uso di dispositivi connessi; tuttavia, in questo caso, l’ufficiale ha aggirato le restrizioni, rendendo visibile il proprio tragitto. La Charles de Gaulle, unica portaerei a propulsione nucleare operativa al di fuori degli Stati Uniti, era stata dispiegata nell’area insieme alla sua scorta di fregate e navi da rifornimento solo pochi giorni prima, dopo l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente. Il contesto operativo, sebbene la presenza della task force non fosse un segreto di Stato, rendeva evidente la delicatezza della sua esatta geolocalizzazione.
Violazione delle norme e precedenti illustri
Di fronte all’accaduto, lo Stato Maggiore delle Forze Armate francesi ha confermato al quotidiano transalpino che la pubblicazione dell’allenamento “non è conforme alle istruzioni vigenti in materia di sicurezza digitale”, aggiungendo che “il comando adotterà le misure appropriate”. Non si tratta, del resto, di un episodio isolato. *Le Monde* ha infatti rilevato che almeno un altro membro dell’equipaggio imbarcato su una nave militare in missione attiva ha condiviso pubblicamente attività sportive geolocalizzate, spesso corredate da immagini del ponte o delle attrezzature di bordo.
Un problema di cybersicurezza che riguarda i vertici
L’incidente riporta alla luce una vulnerabilità già nota agli addetti ai lavori. In passato, la stessa applicazione aveva permesso di tracciare gli spostamenti delle scorte di sicurezza di presidenti americani – incluso Donald Trump, attualmente alla Casa Bianca – oltre che di leader russi e francesi, svelando abitudini e percorsi riservati. Già nel 2018, il Dipartimento della Guerra americano aveva vietato l’uso di questi dispositivi indossabili in alcune aree operative, dopo che una mappa termica generata dai dati di Strava aveva rivelato la disposizione interna e i movimenti all’interno di basi militari sensibili, comprese quelle in teatri di guerra.
Il rischio della condivisione in tempo reale
Il caso della Charles de Gaulle evidenzia come la convergenza tra abitudini personali e strumenti digitali possa costituire un vettore di esposizione per le infrastrutture critiche. Il fatto che l’ufficiale abbia registrato l’attività con uno smartwatch collegato all’applicazione, senza filtrare la visibilità dei dati, ha permesso di individuare il punto esatto in cui si trovava la portaerei nel Mediterraneo orientale. La geolocalizzazione, sebbene non abbia comportato conseguenze operative immediate in questo frangente, ha riacceso il dibattito interno agli apparati di difesa sull’uso di dispositivi connessi in zone di operazione, laddove la distinzione tra vita privata e sicurezza collettiva diventa, in modo quasi impercettibile, estremamente labile.




