Devil may cry 2, il trailer di Netflix accende la guerra tra Dante e il fratello Vergil

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non ci sarà più solo il cacciatore di demoni, col suo mantello rosso e quel misto di strafottenza e stanchezza che lo rende così riconoscibile, a fare da padrone della scena. La seconda stagione dell’anime dedicato al celebre franchise Capcom, che debutterà su Netflix il prossimo 12 maggio, ha appena svelato le sue carte principali attraverso un nuovo trailer – l’ennesimo, a dire il vero – che però stavolta non si limita a qualche schermaglia coreografica. Il filmato, che potete trovare facilmente in rete, sposta il baricentro narrativo su un asse preciso e sanguinario: quello che lega (e allo stesso tempo divide) Dante a suo fratello Vergil, un rapporto fatto di rancore, spade e una discendenza decisamente complicata.

Uno scontro che arriva da lontano, anzi dall’infanzia

Se la prima stagione era servita per scaldare i motori, presentando la mitologia di base e quel senso di solitudine che avvolge il protagonista, questi nuovi episodi sembrano voler fare sul serio. Lo scontro tra i due figli di Sparda, un tempo separati da un trauma infantile che nessuno dei due ha mai veramente elaborato, diventa finalmente il fulcro attorno a cui ruota l’intera vicenda. Lo showrunner Adi Shankar, del resto, lo aveva anticipato in più di un’intervista: la seconda stagione è pensata quasi come una serie a sé, più cupa e spietata, dove il realismo psicologico prevale sulla semplice acrobazia. E in effetti, nel trailer si respira tutta la pesantezza di un legame che è diventato odio puro, anche se sotto sotto – è inevitabile – rimane l’ombra di quell’affetto fraterno perduto.

Ma c’è di più. Perché mentre Dante cerca di districarsi tra i ricordi e i sensi di colpa, la posta in gioco si alza improvvisamente. A complicare il quadro, infatti, arrivano due volti familiari per chi conosce la saga videoludica: da un lato Arius, il villain di “Devil May Cry 2” con la sua multinazionale occulta; dall’altro niente meno che Mundus, il re dei demoni, l’antagonista per eccellenza del primo capitolo. Quest’ultimo, in particolare, rappresenta una minaccia di portata cosmica, tanto più che dai fotogrammi del trailer si intuisce che Vergil potrebbe aver stretto un patto proprio con lui, magari nella sua forma angelica e corrotta di Nelo Angelo. La rivalità familiare, insomma, rischia di passare in secondo piano per lasciare spazio a un’invasione ben più devastante.

Né alleati, né nemici: il caos totale nella serie Netflix

La serie, composta da otto episodi da circa trenta minuti ciascuno, cerca quindi di bilanciare due esigenze opposte: da una parte l’intimità del conflitto personale, dall’altra lo spettacolo puro di una guerra tra mondi. L’animazione, curata come sempre dallo Studio Mir, mantiene quella fluidità esplosiva che aveva già conquistato i fan, ma stavolta c’è una cura maggiore nell’esprimere le motivazioni. Non siamo più di fronte al semplice “cattivo di turno” da abbattere a colpi di pistola; Arius e Mundus incarnano due facce opposte della stessa ossessione per il potere, e in questo gioco sporco i due fratelli si troveranno costretti a scegliere da che parte stare. Il trailer, va detto, lascia volutamente nell’ambiguità molte dinamiche: ci mostra Dante che affronta orde di demoni, Vergil che osserva minaccioso sullo sfondo, e poi quei pochi secondi di dialogo in cui sembra quasi che i due possano combattere spalla a spalla. Ma è una suggestione, forse un depistaggio.

Ciò che conta, al netto delle coreografie e delle rivelazioni sui villain, è la consapevolezza che la serie ha finalmente trovato la sua strada. Dopo un esordio che aveva diviso la critica (molto bene) e il pubblico (un po’ meno), la produzione guidata da Netflix ha deciso di puntare tutto sulla caratterizzazione dei personaggi e sulla loro psicologia disturbata, senza paura di mostrare le crepe nell’armatura. E se il primo capitolo poteva sembrare un antipasto, questo secondo – a giudicare dal materiale promozionale – si annuncia come il piatto forte. La data da segnare sul calendario, per chi non volesse perdersi l’inizio di questa resa dei conti, resta il 12 maggio.

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