Sinner a Roma, l’abbraccio del Foro Italico: esordio con Ofner tra folla e allenamenti
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Redazione Sport
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Jannik Sinner ha rimesso piede sulla terra rossa del Foro Italico, e l’accoglienza riservatagli dalla capitale – va detto – ha assunto i contorni di un evento quasi più mediatico che sportivo. Il numero uno del mondo, arrivato a Roma per gli Internazionali Bnl d’Italia, ha completato il suo primo allenamento sul campo 5, quello che sorge poco distante dal più celebre Pietrangeli, e l’iter giornaliero – dalla conferenza stampa iniziale alla discesa in campo – è stato scandito da un fiume di persone accorse per scorgere almeno la sua sagoma. Non una semplice comparsa, bensì un bagno di folla che ha trasformato il primo contatto con la terra capitolina in una sorta di rituale collettivo, dove i tifosi tricolori hanno letteralmente coccolato il loro beniamino.
In centinaia, va da sé, hanno affollato le transenne d’ingresso già da ore prima dell’inizio della sessione sul campo 14, dove Sinner si è concesso un’ora e mezza di lavoro, dalle 17 in poi. La sua ‘prima’ al Foro, in vista dell’esordio in programma sabato sera, ha dunque confermato le attese: chi sperava di vederlo da vicino ha accettato code e pazienti attese, e gli spalti degli allenamenti si sono riempiti come se si trattasse già di un match di quarti di finale. Una ressa ordinata, peraltro, che restituisce l’idea di quanto il tennista altoatesino sia ormai diventato un riferimento non solo tecnico ma anche emotivo per il pubblico di casa.
L’esordio con Ofner: data, orario e dove vederlo in chiaro
Il debutto di Sinner nel Masters 1000 romano avverrà al secondo turno – grazie al bye riservato alle teste di serie – e lo vedrà opposto all’austriaco Sebastian Ofner, numero 82 del ranking mondiale. L’incontro si giocherà nella serata di sabato; l’orario preciso, comunque, ricade nella sessione serale del centrale, con copertura televisiva affidata sia a Sky Sport (su canali dedicati) che in chiaro su Supertennis, canale che garantisce a tutti la visione gratuita dell’evento. Quanto ai precedenti, tra i due non esiste una lunga storia di sfide dirette, un elemento che aggiunge un margine di imprevedibilità tattica a un match che sulla carta appare nettamente sbilanciato a favore del locale.
Ofner, dal canto suo, arriva all’appuntamento dopo aver superato lo statunitense Michelsen al primo turno, e non ha nascosto le difficoltà che lo attendono. “Credo che sarà una sfida veramente difficile – ha dichiarato l’austriaco –, ha perso solamente due match quest’anno. Cercherò di giocare il mio tennis, darò il massimo e dovrò provare qualcosa di diverso. Devo pensare di poterlo battere, altrimenti non scenderei neanche in campo. Il servizio potrebbe essere la chiave: se riuscissi a servire bene, potrei provare a rimanere in partita”. Parole che tradiscono rispetto, ma nessuna rassegnazione.
L’assenza di Alcaraz e il ricordo della finale del 2023
C’è un’assenza, pesante, che libera ulteriore spazio nelle aspettative di Sinner. Carlos Alcaraz, finalista qui lo scorso anno proprio contro l’azzurro, non prenderà parte al torneo romano a causa di un infortunio. E proprio l’edizione 2023 rappresenta un capitolo significativo nella memoria recente: allora Sinner, di rientro dalla squalifica legata al caso Clostebol, arrivò fino all’atto conclusivo cedendo però allo spagnolo. Stavolta, con la classifica mondiale a dettare un altro copione e con un percorso netto alle spalle (appena due sconfitte in tutta la stagione corrente), il numero uno del mondo punta ad alzare il quinto trofeo dei primi cinque Masters 1000 stagionali, un obiettivo che testimonierà la sua capacità di gestire la pressione e, insieme, l’affetto di un pubblico che lo ha già adottato.
La conferenza stampa di Sinner, del resto, è stata limpida: “Bellissimo tornare a Roma. Sono pronto per questo torneo”. Poche parole, il segno di chi preferisce esprimersi in campo. E il campo, nel pomeriggio di ieri, gli ha restituito un messaggio potente: file interminabili di persone che hanno occupato ogni pertugio del Foro pur di vederlo scambiare. Una risposta che va oltre il mero tifo, e che restituisce la misura di un legame ormai consolidato tra il campione e l’Italia del tennis.




