Dacia Striker, il nuovo crossover wagon che si svelerà il 10 marzo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo mesi di avvistamenti e indiscrezioni tecniche che lo identificavano con il codice progettuale C-Neo, la nuova nata in casa Dacia esce finalmente dall’anonimato e lo fa nel modo più diretto possibile, svelando il suo nome. Si chiamerà Striker, e il debutto ufficiale è fissato per il 10 marzo, in concomitanza con la presentazione del piano strategico futuREady del gruppo Renault. Una scelta, quella della denominazione, che segue la ormai consolidata strategia del marchio franco-rumeno: il suffisso “er” la pone idealmente al fianco di modelli di successo come Duster, Jogger e Bigster, creando un filo conduttore immediatamente riconoscibile. Ma al di là dell’assonanza linguistica, il termine porta con sé un significato preciso e volutamente evocativo, richiamando l’azione del bowling in cui si abbattono tutti i birilli con un solo tiro. Un’immagine potente, quella dello strike, che Dacia utilizza per comunicare l’ambizione di centrare pienamente l’obiettivo in un segmento, quello delle familiari compatte, diventato sempre più terreno di caccia per pochi e selezionati costruttori.

Un crossover dalla silhouette inedita, tra spazio e robustezza

La vettura, stando alle prime immagini teaser diffuse e alle ricostruzioni degli addetti ai lavori, si presenterà con una carrozzeria che sfugge alle classificazioni tradizionali, posizionandosi a metà strada tra una station wagon e un crossover. La ricetta prevede un vettura lungo circa 4,5 metri, sviluppato sulla piattaforma modulare CMF-B, la stessa che sostiene Duster e Sandero, garantendo così economie di scala fondamentali per mantenere un prezzo competitivo. Il design, come si intuisce dai dettagli diffusi, riprenderà i tratti decisi e squadrati visti sui recenti modelli del marchio, con i fanali posteriori a sviluppo verticale che disegnano una “T” e la scritta del nome in grande evidenza sul portellone. Non sarà una semplice wagon, dunque, ma un’auto dall’assetto rialzato e dalle protezioni in plastica grezza, pensata per strizzare l’occhio a chi cerca versatilità senza voler rinunciare a un’estetica che ricordi quella dei SUV.

Motori al servizio dell’efficienza, con l’ibrido protagonista

Sotto il cofano, l’offerta si concentrerà su motorizzazioni pensate per contenerne i consumi, in un’ottica di accessibilità anche nella gestione quotidiana. Le indiscrezioni parlano di una gamma che farà perno sull’ibrido, riprendendo probabilmente il sistema full hybrid già introdotto su altri modelli del gruppo, forte di una batteria da 1,4 kWh e di due motori elettrici in grado di far viaggiare l’auto a zero emissioni per una percentuale significativa del tempo, specialmente in ambito urbano. A questo si affiancheranno molto probabilmente versioni più tradizionali, come il collaudato 1.0 turbo benzina e il 1.2 bifuel benzina-GPL, soluzione questa che rappresenta ormai un vero e proprio marchio di fabbrica per Dacia, e non si esclude la presenza di una variante mild-hybrid da 48 volt. La trazione integrale? Una possibilità concreta, almeno su alcune versioni, grazie all’adozione di un motore elettrico aggiuntivo sull’asse posteriore, una soluzione tecnica che permetterebbe di contenere pesi e costi.

Interni pragmatici e un prezzo che punta a fare la differenza

Coerentemente con la filosofia del marchio, l’abitacolo del Dacia Striker metterà la funzionalità al primo posto, ispirandosi al layout della più grande Bigster. Questo significa che troveremo una plancia caratterizzata dalla presenza di un touchscreen centrale da 10 pollici per il sistema di infotainment, affiancato da soluzioni pratiche come il sistema YouClip per il fissaggio di accessori e smartphone. Lo spazio per cinque passeggeri e la capacità di carico, come ci si aspetta da una wagon, saranno i veri punti di forza, con un bagagliaio che si preannuncia generoso. Ma è sul fronte del prezzo che Dacia gioca la sua carta più importante. Le stime della vigilia, provenienti da diverse testate specializzate europee, collocano l’attacco della gamma Striker attorno ai 22.000.000 euro, una cifra che, se confermata, lo renderebbe di fatto l’auto più accessibile del segmento C, andando a insidiare direttamente colossi come la Skoda Octavia Combi e offrendo un’alternativa a chi cerca spazio senza dover affrontare listini in continua lievitazione. La presentazione del 10 marzo chiarirà ogni dettaglio, svelando se questa nuova “freccia” nell’arco di Dacia riuscirà davvero a fare centro.

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