La rimonta perfetta di Lisa Vittozzi: sua la prima storica medaglia d'oro italiana nel biathlon

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il boato che ha squarciato il silenzio gelido di Anterselva, un fragore capace di mettere in secondo piano anche lo scoppiettio dei piccoli calibri al poligono, ha sancito l'impresa. Lisa Vittozzi, trentun anni compiuti da pochi giorni, è entrata nella leggenda dello sport italiano. La sua gara nell'inseguimento 10 km, valido per le Olimpiadi di Milano-Cortina, non è stata semplicemente una vittoria, bensì una lezione di biathlon. Partita con il pettorale numero 5, con un ritardo di quaranta secondi dalla leader dopo la sprint, l'azzurra ha imbastito una rimonta che ha dell'incredibile, poligono dopo poligono, colpo dopo colpo, fino a quel 20 su 20 che profuma di storia -1-8. Nessun italiano, prima di lei, aveva mai conquistato l'oro olimpico in questa disciplina. Lo ha fatto con la precisione di un orologiaio e la forza di un fondista puro, lasciando alle spalle la norvegese Maren Kirkeeid, argento, e la finlandese Suvi Minkkinen, bronzo -3-8.

Una gara di testa e polso, firmata al poligono

La suspense, per chi assisteva dalle tribune o davanti al video, è durata lo spazio di un paio di serie di tiro. L'azzurra, che nel 2024 aveva già vinto la Coppa del Mondo di specialità, ha sfoderato una prestazione al poligono talmente impeccabile da trasformare la tensione in estasi collettiva. Se nelle prime due sessioni a terra la sua mira ha gettato le basi per la rimonta, è stato nell'ultima serie in piedi che la gara ha avuto il suo epilogo. Mentre la norvegese Kirkeeid, fino a quel momento saldamente in testa, cedeva alla pressione con due errori fatali, Vittozzi infilava i suoi cinque bersagli con una calma glaciale, balzando in testa e guadagnandosi un ultimo giro in totale solitudine -1-3. Un giro che è stato una passerella trionfale, un abbraccio ideale con le quasi ventimila persone che scandivano il suo nome, mentre alle sue spalle la francese Lou Jeanmonnot, numero uno del mondo, si fermava ai piedi del podio -3-8.

Il lungo cammino verso l'oro: la rinascita dopo la crisi

Quell'ultimo giro in sciata, con il sole che illuminava la neve dell'Alta Pusteria, non era però solo il rettilineo finale di una gara, ma simbolicamente l'uscita da un tunnel lungo e oscuro. Perché la Lisa Vittozzi che oggi si gode la sua terza medaglia olimpica in carriera, dopo i bronzi nelle staffette miste a PyeongChang 2018 e pochi giorni fa sempre ad Anterselva, è una donna che ha dovuto imparare a soffrire e a rinascere -1-4. La svolta, o meglio, il punto di partenza di questa risalita, è datato 2019. Quell'anno, dopo i Mondiali di Östersund, dove era arrivata da leader della Coppa del Mondo e da favorita, per lei si aprì un periodo buio. La pressione, come raccontò in seguito, divenne un macigno insostenibile, facendola sprofondare in una crisi personale e atletica che ne offuscò il talento per diverse stagioni -2. Un periodo in cui, ha ammesso, arrivò persino a odiare il suo sport, prima di intraprendere un percorso di rinascita grazie all'aiuto delle persone vicine e di un supporto psicologico -2.

Dalle macerie di Östersund alla gloria di Anterselva

La strada per tornare a essere competitiva, per riconquistare quella serenità mentale indispensabile al poligono, è stata lastricata di sacrifici e piccole rivincite. C'è voluto tempo perché la determinazione e la passione prendessero il sopravvento sui fantasmi del passato. E c'è voluta anche la forza di affrontare un altro ostacolo imprevisto: un grave infortunio alla schiena che nella primavera del 2024 l'ha costretta a saltare l'intera stagione successiva, facendo temere il peggio in vista dei Giochi di casa -3-4. Invece, il suo rientro alle competizioni lo scorso ottobre è stato il preludio a questo sabato di gloria. E mentre lei completava la sua apoteosi personale, sugli stessi pendii un'altra azzurra, Dorothea Wierer, regalava una prova di orgoglio altrettanto significativa. Partita con il pettorale 44, l'altoatesina, alla sua ultima Olimpiade, ha infilato una rimonta pazzesca che l'ha portata fino al nono posto finale, una risalita che la dice lunga sul carattere di questa squadra -1.

Description: Lisa Vittozzi scrive la storia del biathlon italiano: sua la prima medaglia d'oro olimpica nella specialità con una rimonta perfetta nell'inseguimento 10 km ad Anterselva.

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