Caldonazzo, padre e figlio di 4 anni in gravissime condizioni dopo il salvataggio in lago

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un gesto d’istinto, di quelli che non si misurano con il pensiero ma con il tempo che il corpo impiega a reagire; un tuffo che, in un attimo, trasforma una vacanza in un dramma sospeso. È successo martedì 4 agosto sulla spiaggia di Calceranica, nel Trentino, nei pressi dell'hotel Piroga: un bambino di 4 anni, originario del Nepal e residente con la famiglia a Bassano del Grappa, nel Vicentino, è letteralmente sparito nelle acque scure del lago di Caldonazzo, inghiottito mentre l’acqua gli lambiva le ginocchia e il padre lo guardava sorridendo, convinto di un attimo di spensieratezza.

La dinamica del tragico incidente

L’allarme è scattato verso le 15 di quel pomeriggio estivo, quando la superficie del lago, apparentemente tranquilla e invitante, ha rivelato la sua insidia. L’uomo, un quarantatreenne, senza esitazione, si è gettato dietro al piccolo per tentare di riportarlo a galla, ma la corrente o un banco di sabbia improvvisamente franato hanno reso vano ogni tentativo di riemergere, trascinando entrambi in profondità.

Il lago di Caldonazzo, noto per le sue acque cristalline ma anche per alcune insidiose variazioni del fondale, si è così trasformato in una trappola mortale per una famiglia di quattro persone che stava trascorrendo una giornata di vacanza, spezzando la serenità con il dramma di due vite sospese tra la superficie e l'abisso.

L'intervento di soccorso e il recupero

La prontezza di alcuni residenti e vacanzieri è stata decisiva per evitare il peggio: è scattata una catena di solidarietà che ha portato all’immediata attivazione dei mezzi di soccorso. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con le loro squadre subacquee, affiancati dai colleghi volontari di Calceranica, mentre il personale sanitario ha dispiegato due elicotteri e altrettante ambulanze per garantire le cure del caso.

Un subacqueo intervenuto durante le operazioni ha raccontato di aver recuperato il corpo del padre a circa otto metri di profondità, un dato che testimonia la pericolosità e la subitaneità della caduta, mentre il piccolo, a causa delle condizioni critiche, è stato tratto in salvo poco dopo. Il racconto del sommozzatore, riportato dai presenti, sottolinea la difficoltà dell'intervento in un bacino lacustre le cui acque, seppur limpide, celano insidie difficilmente percepibili a colpo d'occhio per chi si trova a riva.

Le condizioni di salute dei due turisti

Entrambi i ricoverati, il padre di 43 anni e il figlio di 4, versano attualmente in condizioni gravissime, tanto che i sanitari parlano di uno stato di salute critico e di prognosi riservata, con i due pazienti in fin di vita a seguito del quasi annegamento. Le operazioni di rianimazione sono iniziate immediatamente sulla spiaggia e proseguite senza sosta durante il trasporto in ospedale, dove i medici stanno lottando per stabilizzare le funzioni vitali compromesse dal tempo trascorso sott'acqua.

Si tratta di una vicenda che ha profondamente scosso l'intera località turistica e la comunità bassanese, dove la famiglia, originaria del Nepal, viveva da tempo e si era perfettamente integrata. Il dolore e lo sgomento si mescolano alla speranza, mentre la macchina dei soccorsi, nel pomeriggio del 4 agosto, si è mobilitata senza sosta per strappare alla tragedia due vite che, in un istante, hanno smarrito la luce del sole caldonazzese tra gli scrosci dell'acqua e il rumore delle pale degli elicotteri.

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