Il caso Santoiemma, l'ambasciatrice Setta visita il 15enne detenuto a Malta: il 19 agosto l'udienza decisiva
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Redazione Interno
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L’Ambasciatrice d’Italia a Malta, Valentina Setta, ha effettuato oggi una visita consolare presso il penitenziario dove è detenuto il minore Flavio Santoiemma, il quindicenne di origini pugliesi tratto in arresto dalle autorità maltesi lo scorso 25 maggio 2026. L'iniziativa, resa nota dalla Farnesina, si inserisce nel quadro delle attività di assistenza e protezione dei cittadini italiani all'estero, con particolare attenzione alla condizione di particolare vulnerabilità del giovane, recluso ormai da oltre settanta giorni nel carcere minorile di Coors, a La Valletta.
Le condizioni di detenzione e la tutela del minore
Secondo quanto riferito dalla stessa rappresentanza diplomatica, il minore, che risiedeva con la famiglia a Malta da cinque anni, si trova in buone condizioni di salute e, pur non essendo in regime di isolamento, viene mantenuto separato dagli altri detenuti. Una scelta, quest'ultima, che sembra rispondere a esigenze di protezione legate alla natura delle accuse e alla giovane età dell'indagato, evitando al contempo i rischi di un confinamento solitario che avrebbe potuto aggravare il suo stato psicologico.
La visita di oggi rappresenta il primo contatto ufficiale di così alto profilo dopo l'arresto dello scorso maggio, avvenuto in seguito a un procurato allarme presso l'istituto scolastico frequentato dal ragazzo, e getta luce su una vicenda che sta assumendo contorni sempre più complessi sul piano giudiziario e diplomatico.
Le accuse del governo maltese: non un semplice scherzo
Le ipotesi di reato contestate al quindicenne, come ha avuto modo di chiarire il ministro dell’Interno maltese, Glenn Bedingfield, sono tutt'altro che riconducibili a un episodio di bullismo o a uno scherzo telefonico di cattivo gusto. Le autorità dell'isola hanno invece delineato un quadro accusatorio di estrema gravità, che include l'associazione a delinquere, la partecipazione attiva a un'organizzazione criminale, nonché reati legati alla produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico.
A queste imputazioni si aggiungono la diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione, un ventaglio di capi d'accusa che ha spinto la magistratura maltese a mantenere il giovane in custodia cautelare nonostante l'età e le ripetute richieste della difesa e della famiglia per una misura alternativa.
La posizione della famiglia e il ruolo della Farnesina
Nei giorni scorsi, il padre del minore aveva denunciato pubblicamente le durissime condizioni di detenzione cui sarebbe sottoposto il figlio, parlando apertamente di una detenzione illegale e sollecitando l'intervento delle istituzioni italiane. La Farnesina, attraverso il lavoro dell'ambasciatrice Setta, sta prestando assistenza alla famiglia e monitorando costantemente l'evoluzione della situazione, nel tentativo di garantire il rispetto dei diritti fondamentali del giovane e una trattazione celere del procedimento penale a suo carico.
La presenza di una rappresentanza diplomatica così attiva sul territorio, con visite in loco e contatti con le autorità giudiziarie maltesi, testimonia l'attenzione del governo italiano verso un caso che rischia di diventare un precedente delicato nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi.
L'udienza del 19 agosto e le prospettive processuali
Il calendario giudiziario segna ora una data fondamentale, quella del 19 agosto 2026, quando è fissata la prossima udienza che potrebbe decidere le sorti del quindicenne. La difesa punta con determinazione a ottenere la scarcerazione, sostenendo l'infondatezza delle accuse più gravi e la sproporzione della misura cautelare adottata, mentre l'accusa maltese si prepara a sostenere la necessità di mantenere il fermo alla luce della pericolosità sociale e della complessità del quadro indiziario.
Gli occhi sono puntati sull'aula di tribunale, mentre la comunità italiana a Malta segue con apprensione le sorti di un ragazzo che, da studente residente da anni nell'arcipelago, si è trasformato in protagonista di un'inchiesta che intreccia terrorismo psicologico, criminalità informatica e abusi minorili, in un clima di crescente tensione tra le richieste di clemenza della famiglia e la linea dura del governo di La Valletta.
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