Marco Travaglio accusa Meloni: "Parla in modo diverso con Zelensky in privato"
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Redazione Esteri
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La politica estera del governo e la sua coerenza tornano al centro del dibattito, in uno studio televisivo che, ancora una volta, si trasforma in arena. Durante la puntata di “Otto e Mezzo”, il programma condotto da Lilli Gruber su La7, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio ha posto una critica netta all’operato della premier Giorgia Meloni sul fronte internazionale, sostenendo che la sua linea, lungi dall’essere definita, oscilli fra dichiarazioni pubbliche e posizioni private contraddittorie. “Quello che Meloni dice in privato a Zelensky”, ha affermato Travaglio, citando come esempio i rapporti con il presidente ucraino, “non è mai quello che dice pubblicamente”, una frattura che, a suo giudizio, delineerebbe un’ambiguità strategica difficilmente sostenibile.
Lo scontro verbale in studio tra Travaglio e la Gruber
Quello andato in onda non è stato un semplice confronto, ma un botta e risposta vivace, talvolta acceso, che ha ripercorso dinamiche già viste e che sembrano ormai strutturali nel rapporto tra il giornalista e la conduttrice. Travaglio, presentando le tesi del suo recente editoriale dal titolo “Chi è causa del suo mal”, ha scatenato una sequenza di repliche serrate, con Lilli Gruber che ha cercato di controbattere punto su punto, creando quel clima di tensione che i frequentatori del programma ben conoscono. Il tono è rimasto alto, con affermazioni perentorie da una parte e tentativi di arginare il flusso dell’argomentazione dall’altra, in uno scambio che ha monopolizzato la serata.
L’analisi di Travaglio sull’Europa e il nuovo presidente Usa
Nel cuore della polemica, Travaglio ha sviluppato una sua analisi geopolitica, inserendo nel discorso il ruolo dell’Europa e il nuovo scenario aperto dalla rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. “Trump fa con l’Europa quello che gli Usa fanno da trent’anni, solo senza vaselina”, ha dichiarato il direttore, usando un’immagine forte per sottolineare una presunta continuità nella politica americana, sebbene condotta con metodi più spicci e meno diplomatici. A questa constatazione, ha poi abbinato una citazione storica, quella dell’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini – “A brigante, brigante e mezzo” – indicandola come una possibile regola di sopravvivenza per un continente europeo che deve, secondo la sua visione, imparare a destreggiarsi in un equilibrio internazionale sempre più rude e imprevedibile.
La frequenza crescente dei dissapori in televisione
Sebbene le discussioni tra i due non costituiscano una novità, la loro frequenza e intensità sembrano in netta crescita, trasformando ogni apparizione in un potenziale terreno di scontro. L’episodio di ieri sera, che segue di pochi giorni un altro acceso confronto, conferma come i dissapori si siano ormai cristallizzati, diventando quasi un elemento atteso della trasmissione. Travaglio, presenza fissa del programma, continua a portare avanti le sue tesi con un linguaggio diretto e spesso provocatorio, mentre la conduttrice assume il ruolo di interlocutrice critica, in una dinamica che finisce per accentrare l’attenzione non solo sui contenuti politici, ma anche sulle modalità, talvolta ruvide, del confronto stesso.




