Youssef Siher, Taormina: «Qual è il confine tra associazione e aggregazione?»
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Redazione Interno
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L'avvocato Carlo Taormina, ospite della trasmissione Ignoto X, ha messo in dubbio la tenuta giuridica dell'inchiesta su Youssef Siher, il trentenne ricercatore indicato dalla Procura di Milano come amministratore del canale del Movimento 17 ottobre. «La situazione è molto fluida», ha osservato il legale, che ha concentrato l'attenzione sugli aspetti procedurali e sulla natura stessa del gruppo al centro dell'indagine.
Le obiezioni di Taormina sul fermo e sulla qualificazione del gruppo
Sul piano procedurale, Taormina ha richiamato un passaggio che a suo giudizio non è casuale: «Non è casuale che sia stato interrogato e non viene fuori la convalida del fermo». Siher è stato sentito dal giudice per le indagini preliminari nel carcere di San Vittore, a Milano, e la decisione sulla convalida è il punto su cui l'avvocato ha insistito nel suo intervento televisivo.
Il secondo rilievo riguarda la definizione giuridica del movimento. «Il raggruppamento che cos'è dal punto di vista giuridico? Come si fa a stabilire che quella è un'associazione e quest'altro un'aggregazione? Non c'è nessun contorno preciso», ha detto Taormina, concludendo con una frase netta: «Nessun reato». Taormina, che è anche professore ordinario di procedura penale all'università di Roma Tor Vergata, ha chiesto la scarcerazione del giovane.
Le accuse e i numeri della chat contestata
Secondo la ricostruzione della Procura, Siher sarebbe l'ideatore delle manifestazioni e degli scontri del 17 ottobre a Milano, e risponde di istigazione a delinquere aggravata. Tra le ipotesi circolate nei giorni successivi al fermo figura anche quella dell'istigazione a commettere atti di terrorismo, mentre davanti alla Questura si sono radunati alcuni manifestanti a sostegno del ricercatore.
La difesa sostiene invece che la sua attività rientri nell'esercizio di diritti costituzionali come la libertà di espressione. Dall'analisi del canale Telegram, frequentato da circa 11mila utenti, emerge che solo l'1% dei messaggi riguarderebbe la violenza, mentre il resto dei post, compresi quelli degli altri iscritti, avrebbe contenuti di tutt'altro tenore. La Procura ritiene che una parte degli iscritti fosse pronta alla sommossa, ma finora nessuno di loro è stato individuato tra i partecipanti agli scontri.
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