Juve, la missione da cento milioni e il mercato delle plusvalenze nascoste nei prestiti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La matematica, si sa, non è un’opinione nemmeno in casa Juventus, dove l’ad Damien Comolli sta mettendo a punto un’operazione finanziaria che guarda già alla prossima estate, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota cento milioni di euro per finanziare la campagna acquisti. Una parte cospicua di questa cifra, certamente la più consistente, dovrebbe arrivare dalla qualificazione alla prossima Champions League, un traguardo che varrebbe da solo una fetta compresa tra i settanta e gli ottanta milioni. Tuttavia, la restante parte, una fetta comunque fondamentale per allestire una rosa competitiva, dovrà necessariamente passare attraverso le cessioni, nella speranza – e nella pianificazione – che qualcosa si muova attorno a quei calciatori che, ormai è chiaro, non rientrano più nei piani tecnici di Luciano Spalletti.

Il rebus dei rientri e la selezione naturale del prestito

La prima selezione naturale di questa rosa, in realtà, era già avvenuta la scorsa estate, quando la dirigenza aveva deciso di dirottare altrove alcuni elementi ritenuti marginali. E fu così che Douglas Luiz e Nico Gonzalez, per citare i due casi più eclatanti, erano stati spediti via in prestito rispettivamente all’Aston Villa e all’Atletico Madrid. Oggi, a distanza di mesi, la situazione appare sostanzialmente chiara: entrambi difficilmente torneranno alla base. Per Douglas Luiz, rigenerato dalla cura Emery in Premier League, si profila un riscatto che potrebbe fruttare alla Juve circa venticinque milioni, una cifra che, sebbene inferiore a quanto investito in passato, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno non indifferente. Discorso simile per Nico Gonzalez, per il quale l’obbligo di riscatto legato a determinate presenze non si è concretizzato, ma la volontà del calciatore – confermata da più segnali – è quella di restare in Spagna, lasciando spazio a una trattativa che potrebbe portare nelle casse bianconere una cifra oscillante tra i venticinque e i trenta milioni.

La panchina lunga e le gerarchie di Spalletti

La gestione della rosa, in questo senso, è diventata per Spalletti una questione di equilibri delicati, quasi come se si trovasse di fronte a una coperta troppo corta. Da un lato, infatti, il tecnico ha finalmente a disposizione l’intero organico, complice il recupero di Vlahovic e Milik durante la sosta, oltre al rientro di Holm; dall’altro, però, le sue scelte sono già state fatte, e la possibilità di sbagliare ulteriormente nella corsa a un piazzamento che vale oro è ridotta al minimo. In questo contesto, alcuni giocatori che erano arrivati con grandi aspettative – come Koopmeiners e Di Gregorio – rischiano ora di finire sul mercato. Per l’estremo difensore, che piace in Premier League, si parla di una cifra intorno ai quindici milioni, mentre per il centrocampista olandese, che costò oltre cinquanta milioni, la società spera di incassarne almeno la metà, ovvero trenta.

Il nodo Viti e le conferme in difesa

Se il mercato in uscita appare in fermento, altrettanto si può dire delle valutazioni sui profili che stanno convincendo maggiormente. Mattia Viti, il difensore arrivato a gennaio dal Nizza – passando per una parentesi decisiva alla Sampdoria, dove era stato spedito per trovare minutaggio e dove si era subito rivelato un pilastro nella retroguardia ligure – si sta rivelando fondamentale in questa parte di stagione. Il suo impatto è stato tale da far propendere la società verso la conferma: il classe 2000, che ha dimostrato solidità e personalità, dovrebbe essere uno di quelli su cui puntare anche per il prossimo anno, un piccolo tesoro trovato in quella sessione invernale che aveva letteralmente ridisegnato il volto di una squadra in cerca di stabilità. La missione di Spalletti, quindi, si gioca ora sul doppio binario del risultato sportivo – per blindare i ricavi europei – e della programmazione, con Comolli che studia le operazioni per trasformare i giocatori fuori dal progetto in risorse preziose da reinvestire.

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