Mele: "Plusvalenze sospette non punibili, alla Juve fu scoperto un sistema"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Silver Mele, giornalista sportivo noto per le sue analisi puntuali e spesso controcorrente, è tornato a parlare delle intricate vicende legate alle plusvalenze nel calcio italiano durante la trasmissione Linea Calcio su Canale 8. Riferendosi alla richiesta di rinvio a giudizio per Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, Mele ha sottolineato come il caso delle plusvalenze sospette non sia un fenomeno nuovo nel panorama calcistico nazionale. "Alla Juventus fu scoperto un sistema", ha ricordato, alludendo al noto scandalo che ha coinvolto il club bianconero, dove un meccanismo di trasferimenti con valori gonfiati aveva portato a un’inchiesta senza precedenti.

La Procura di Roma, infatti, sta indagando su un’operazione risalente al 2019, quando il Napoli acquisì Kostas Manolas dalla Roma per 36 milioni di euro, cedendo nello stesso momento Amadou Diawara per 21 milioni. Secondo quanto riportato da Il Mattino, le autorità giudiziarie ipotizzano un falso in bilancio, accusando De Laurentiis di aver alterato i valori di mercato dei due calciatori per ottenere un vantaggio contabile. Mele, pur senza entrare nel merito delle specifiche accuse, ha ribadito la necessità di rispettare le regole e le sentenze, evitando paragoni che possano sminuire la gravità dei fatti. "Se il mio Torino fosse stato protagonista di una vicenda simile, retrocesso o privato di titoli, non mi sarei speso in riti mediatici, ma avrei preso una posizione netta a favore delle regole", ha dichiarato, evidenziando come il rispetto delle norme debba essere prioritario, a prescindere dalle squadre coinvolte.

Sul fronte giudiziario, l’avvocato Lubrano, intervenuto sulla questione, ha cercato di smorzare i toni, ricordando che la richiesta di rinvio a giudizio non equivale a una condanna. "Il diritto di non colpevolezza di De Laurentiis rimane intatto", ha precisato, aggiungendo che, dal punto di vista sportivo, i rischi per il Napoli sono limitati. "La decisione della Procura non aggiunge nulla di nuovo", ha affermato, suggerendo che le ripercussioni potrebbero essere minime, almeno fino a quando non verranno accertate responsabilità precise.

Intanto, il caso Juventus continua a fare da sfondo a queste nuove indagini. Mele ha ricordato che nel cosiddetto "Processo Prisma", che ha coinvolto il club torinese, si sono costituite ben 200 parti civili, a dimostrazione di quanto ampio sia stato il danno provocato dal sistema di plusvalenze fittizie. "Il danno c’è stato, ed è stato grande", ha commentato il giornalista, senza però approfondire ulteriormente le implicazioni sportive o legali per la Juventus, che resta comunque un punto di riferimento – negativo – in questo tipo di inchieste.

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