Casanova e il caos: il Carnevale di Venezia tra arte e folla
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Da sabato 22 febbraio, Ca’ Vendramin Calergi, uno dei gioielli architettonici del Cinquecento veneziano, ospita “Casanova’s Reveries”, il Dinner Show ufficiale del Carnevale di Venezia 2025. Ideato e diretto da Antonia Sautter, lo spettacolo celebra il genio e la vita di Giacomo Casanova, di cui quest’anno ricorrono i trecento anni dalla nascita. Per otto serate, tra abiti sontuosi e performance artistiche, il palazzo affacciato sul Canal Grande si trasforma in un palcoscenico che omaggia l’irriverente figura del celebre avventuriero veneziano, simbolo di un’epoca in cui l’arte e il piacere si intrecciavano senza remore.
Ma mentre il Carnevale si veste di eleganza e storia, la città deve fare i conti con una realtà meno glamour: l’overtourism. Domenica 16 febbraio, l’inaugurazione della festa ha portato in città oltre 60mila persone, radunatesi lungo le rive del Canal Grande per assistere al corteo acqueo di cento imbarcazioni, culminato con il lancio di palloncini dalla Pantegana, simbolo della tradizionale regata. Un evento spettacolare, che ha però trasformato calli e ponti in un labirinto di corpi, spinte e liti, mettendo a dura prova la capacità di gestione del flusso turistico.
Il prefetto di Venezia, Darco Pellos, ha ammesso di non aspettarsi un afflusso così massiccio di visitatori già nel primo fine settimana di Carnevale. «La città ha retto, ma la vera prova sarà sabato prossimo», ha dichiarato, riferendosi alla partita di calcio tra Venezia e Lazio in programma alle 15 al Penzo. Un appuntamento che rischia di sovrapporsi alla già intensa agenda del Carnevale, creando un mix esplosivo tra tifosi e turisti. «A metà settimana riuniremo il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico», ha aggiunto Pellos, sottolineando la necessità di misure straordinarie per evitare il collasso del centro storico.
Intanto, il ticket d’accesso a Venezia, introdotto per limitare il sovraffollamento, sembra aver mostrato i suoi limiti. Valido solo in determinate fasce orarie, non è riuscito a contenere l’afflusso nei momenti di picco, lasciando i residenti in balia di un turismo che, se da un lato alimenta l’economia locale, dall’altro rischia di soffocare la quotidianità della città. Baristi e ristoratori sorridono, ma per molti veneziani il Carnevale si trasforma in un incubo, tra code interminabili, rifiuti abbandonati e un senso di estraneità nella propria casa.




