Rottamazione quinquies e taglio Irpef, il governo definisce le misure per la prossima manovra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo sta mettendo a punto gli interventi cardine della prossima Legge di Bilancio, che toccheranno da vicino il portafoglio di milioni di contribuenti. Al centro del dibattito, che si è intensificato nelle ultime settimane, figurano due pilastri: l’introduzione di una nuova edizione della rottamazione delle cartelle esattoriali, la quinta dal suo esordio, e un taglio strutturale dell’Irpef rivolto principalmente alle fasce di reddito medio-basse. Se la direzione politica è ormai tracciata, l’effettiva portata di queste misure – come spesso accade – sarà però determinata dai margini di manovra finanziaria che emergeranno dal complesso scrutinio dei conti pubblici, un vincolo con il quale l’esecutivo dovrà necessariamente confrontarsi.

Proprio sulla cosiddetta rottamazione-quinquies, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha recentemente fornito un’anticipazione significativa. Nel corso di un’apparizione televisiva, ha sottolineato come si stia lavorando per estendere i benefici della prossima sanatoria anche a coloro i quali hanno già aderito a schemi definitori precedenti. Una novità, questa, che segnerebbe una discontinuità rispetto al passato e che mira a rendere lo strumento più inclusivo, sebbene i criteri di accesso definitivi non siano ancora stati delineati con precisione.

Il percorso legislativo della misura, intanto, prosegue in Parlamento dove è oggetto di un vivace confronto. Alla commissione Finanze del Senato sono giunti, entro i termini stabiliti, ben 114 emendamenti al disegno di legge sulla rateizzazione dei carichi fiscali. Di questi, la maggior parte – 86 per l’esattezza – provengono dal gruppo del Partito Democratico; molti hanno carattere soppressivo, mentre altri otto, di merito, avanzano proposte concrete che spaziano da una drastica riduzione del numero di rate, portandole dalle 120 previste a sole 18 trimestrali, fino a una più stringente delimitazione della platea dei beneficiari, che dovrebbe essere circoscritta ai soli soggetti in comprovata difficoltà economica.

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