Rottamazione quinquies, un risultato parziale mentre si prepara il taglio dell'Irpef
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Redazione Economia
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La Legge di Bilancio per il 2026, che attualmente è in fase di elaborazione, delinea un percorso finanziario che cerca, non senza difficoltà, di conciliare la riduzione del carico fiscale con la necessità di reperire risorse da destinare a settori fondamentali come la sanità pubblica e il sostegno alle imprese. In questo contesto, l'onorevole Vito De Palma di Forza Italia ha definito "parziale" il risultato raggiunto in materia di rottamazione delle cartelle, un giudizio che riflette la complessità di un intervento legislativo il quale, pur estendendo la platea dei beneficiari, non corrisponde appieno alle attese iniziali. L'attenzione, d'altro canto, è già proiettata verso il futuro, con il taglio dell'aliquota Irpef al 33 per cento che viene considerato, dagli stessi estensori della manovra, soltanto come un primo passo di un cammino più articolato che dovrà necessariamente svilupparsi negli anni a venire.
Il perimetro della nuova sanatoria
La cosiddetta "rottamazione quinquies", inserita all'articolo 23 del disegno di legge, rappresenta l'ultimo capitolo di una lunga serie di sanatorie fiscali che si protrae ormai da tempo. La misura, la cui portata è stata oggetto di un acceso dibattito in sede parlamentare, estende la possibilità di una definizione agevolata a tutte le cartelle esattoriali che sono state affidate alla riscossione entro il 31 dicembre del 2023, coprendo di fatto un arco temporale di ventiquattro anni. A coloro i quali, poi, erano stati esclusi dalla precedente edizione – la "quater" – a causa di un ritardo o di una mancata corresponsione di una singola rata, viene offerta una seconda opportunità, a patto che non abbiano già provveduto a saldare integralmente il proprio debito.
Le sollecitazioni a livello territoriale
L'effetto concreto di queste disposizioni inizia già a manifestarsi a livello locale, dove alcuni amministratori stanno sollecitando le proprie istituzioni ad aderire alla nuova procedura. È il caso, per citare un esempio, del consigliere comunale Ivan Scimonelli, il quale ha pubblicamente invitato l'amministrazione di Siracusa a ricorrere allo strumento della rottamazione-quinquies per definire in maniera vantaggiosa i propri debiti. L'obiettivo, come è facile intuire, è quello di liberare risorse preziose, cancellando gli oneri accessori – sanzioni e interessi – e lasciando da corrispondere soltanto la somma capitale originaria.
L'autonomia per i tributi locali
Un elemento di notevole rilievo, spesso trascurato nelle analisi più affrettate, è la previsione che conferisce a regioni ed enti locali la facoltà di istituire in autonomia delle definizioni agevolate per i tributi di propria competenza. La bozza della manovra finanziaria, infatti, attribuisce a questi soggetti il potere di legiferare o regolamentare delle "rottamazioni" specifiche, con particolare attenzione ai crediti che presentano un grado di esigibilità particolarmente basso. Ciò significa che potranno essere le singole regioni, attraverso leggi apposite, a stabilire le condizioni per l'esclusione o per una consistente riduzione degli interessi e delle relative sanzioni, adattando così lo strumento alle specificità dei propri territori.




