«Home to us», il primo duetto tra Paul McCartney e Ringo Starr arriva l’8 maggio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Ci sono annunci che, per quanto attesi da decenni di ipotesi e speranze dei fan, conservano ancora la capacità di sorprendere. E quello che arriva dagli Abbey Road Studios di Londra, dove martedì si è tenuto un evento chiuso al pubblico ma aperto a una ristretta cerchia di ascoltatori, rientra pienamente in questa categoria: Paul McCartney e Ringo Starr hanno inciso insieme il loro primo duetto vocale, un pezzo intitolato “Home to Us” che verrà pubblicato venerdì 8 maggio.

Il brano – che vede la partecipazione di Chrissie Hynde e Sharleen Spiteri ai cori, un dettaglio non secondario per chi apprezza le voci femminili del rock e del pop – costituisce il secondo singolo estratto dall’album “The Boys of Dungeon Lane”, in uscita il 29 maggio. Si tratta di una raccolta che McCartney stesso ha descritto, durante l’incontro negli storici studi londinesi, come un’opera rivelatrice: storie mai condivise prima, ricordi personali e alcune canzoni d’amore di nuova ispirazione. Non un’operazione nostalgia, insomma, ma un tassello di un percorso artistico che, a distanza di decenni, continua a generare materiale inedito.

Una collaborazione nata da una linea di batteria

La genesi di “Home to Us” segue un percorso peculiare, perché il duetto non è stato concepito inizialmente come tale. McCartney ha raccontato che tutto è partito da una richiesta precisa a Ringo: registrare una linea di batteria per l’album, lavorando sotto la supervisione del produttore Andrew Watt. Da quel materiale grezzo – una semplice traccia ritmica – l’ex bassista dei Beatles ha poi costruito l’intera architettura del pezzo, fino a decidere che quella canzone meritava di essere cantata a due voci. E così è nato il primo vero duetto vocale tra i due, un evento che molti davano per impossibile o, almeno, per già accaduto in qualche forma.

Non la prima collaborazione, ma la prima a due voci

Va detto, per completezza, che McCartney e Starr hanno collaborato numerose volte in passato, seppure mai in questa modalità esplicita. Le reciproche ospitate negli album solisti sono frequenti: basti pensare a “Six o’ clock”, inclusa nell’album “Ringo” del 1973, o alla più recente “Feeling the Sunlight” (2023), scritta e prodotta da McCartney per l’EP “Rewind Forward” di Starr. In tutti quei casi, però, si trattava di contributi strumentali o di canzoni offerte da uno all’altro, non di un’esecuzione congiunta in cui entrambi condividono il microfono sullo stesso piano. “Home to Us” rompe quindi un tabù discografico che, per certi versi, era sopravvissuto persino allo scioglimento della band.

L’evento nello Studio Due e l’attesa per l’album

L’annuncio, come accennato, è avvenuto durante un evento speciale negli Abbey Road Studios, e più precisamente nel mitico Studio Due – lo stesso che ha ospitato gran parte delle incisioni beatlesiane. McCartney ha voluto offrire un’anteprima dal vivo del brano a un gruppo selezionato di fan, prima di rivelarlo ufficialmente al grande pubblico. L’album “The Boys of Dungeon Lane”, dal canto suo, si presenta come un’operazione dal respiro diverso rispetto ai lavori più recenti dell’artista: meno orientata al pop orchestrale e più incline a una dimensione intima, quasi da songwriting da camera, con aperture verso il country e il rock soffuso. L’uscita del singolo l’8 maggio farà da apripista a un disco che, già solo per la presenza di Ringo Starr in un brano, difficilmente passerà inosservato.

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