Razgatlioglu domina a Donington, Ducati arranca: Bulega ammette, "noi fermi, loro cresciuti"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lo storico tracciato di Donington ha regalato, ancora una volta, uno spettacolo che conferma perché il mondiale Superbike sia tra i più imprevedibili e avvincenti. Toprak Razgatlioglu, pilota che ormai sembra scolpire il suo nome in ogni gara, ha chiuso Gara 1 con un’autorità tale da lasciare poco spazio alle illusioni dei rivali. In sella alla BMW, il turco ha replicato il copione che lo ha reso un incubo per gli avversari: partenza aggressiva, ritmo implacabile e quella capacità, tipica dei grandi, di alzare l’asticella quando serve.

Non è un caso che, a fine gara, Nicolò Bulega abbia parlato con la schiettezza di chi sa di aver toccato un muro. "Oggi Toprak ne aveva di più", ha ammesso l’italiano, senza nascondere una preoccupazione più profonda. Se nelle prove libere la BMW aveva mostrato qualche incertezza, in gara è parsa un’altra moto, mentre la sua Ducati – quella che fino a ieri sembrava avere un margine – ha rivelato un gap improvviso. "Loro sono migliorati, noi no", la sintesi amara di Bulega, secondo il quale il problema non è solo la velocità del rivale, ma l’incapacità di evolversi di pari passo.

Il dato che brucia, per il team Ducati, è che Razgatlioglu non solo ha vinto, ma lo ha fatto sul circuito dove Bulega e Álvaro Bautista speravano di ribaltare i pronostici. Invece, fin dal via, il pilota italiano è stato costretto a rimediare a una partenza fiacca, ritrovandosi in quinta posizione dopo la prima curva e perdendo secondi preziosi in sorpassi mentre il turco volava via. Quel distacco, costruito curva dopo curva, è diventato la fotografia di una giornata in cui la strategia, la moto e forse anche la freddezza hanno premiato chi, ormai, sembra avere la risposta a ogni domanda.

"Vinco io anche domani!", ha esclamato Razgatlioglu, che con questa vittoria – la quarta consecutiva – si è portato a soli 4 punti da Bulega in classifica generale. Un sorpasso che potrebbe materializzarsi già nella prossima gara, considerando la forma stellare del pilota turco, capace di trasformare ogni debolezza iniziale in un punto di forza quando conta. A Donington, dove già in passato aveva dominato, ha ribadito una verità scomoda per gli altri: quando arriva il momento, lui c’è sempre.

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