Dragon Quest, il 27 maggio l’annuncio del nuovo capitolo e altre sorprese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
L’attesa, per i milioni di appassionati sparsi in tutto il mondo, sta per sciogliersi in una data precisa: mercoledì 27 maggio. Quel giorno, come rivelato da Yuji Horii – il padre della storica saga nipponica a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta – durante l’ultima puntata del podcast “KosoKoso”, Square Enix trasmetterà una diretta streaming dedicata al quarantesimo anniversario del franchise. E non si tratterà, a quanto pare, di una semplice celebrazione nostalgia: Horii, con la consueta pacatezza ma anche con un’ammissione che non lascia spazio a interpretazioni vaghe, ha dichiarato che l’evento servirà a svelare “informazioni riguardo al prossimo gioco”. Una frase, quest’ultima, che pesa come un macigno nel mondo dei GdR nipponici, dove Dragon Quest rappresenta da decenni un pilastro assoluto.
Un conto alla rovescia iniziato quasi per caso
Le dichiarazioni di Horii, va detto, non sarebbero arrivate nel corso di un’assemblea formale o di un comunicato stampa patinato. Il creatore della serie ha invece approfittato della conclusione dell’ultimo episodio del suo podcast “KosoKoso”, un programma poi diventato privato ma il cui contenuto è stato tempestivamente catturato e diffuso da molteplici fonti online. “Il 27 maggio faremo una diretta streaming”, ha spiegato Horii, “credo che potremo fare un annuncio sul prossimo gioco”. Una rivelazione, questa, che ha subito acceso i motori della macchina delle speculazioni: da tempo circolano voci su un eventuale Dragon Quest XII, seppur mai confermato ufficialmente, così come su possibili remake di capitoli meno recenti (il terzo, per esempio, è già stato oggetto di una reinterpretazione in stile HD-2D).
Non solo il nuovo capitolo, ma “vari altri annunci”
A rendere l’evento del 27 maggio ancora più sostanzioso – oltre naturalmente al presunto nuovo titolo principale – è stata un’ulteriore frase di Horii, incastonata quasi di sfuggita nel flusso del discorso: “Oltre al prossimo gioco, ci saranno anche altre novità, quindi restate sintonizzati”. Un’indicazione, questa, che allarga il perimetro dell’attesa ben oltre l’annuncio di un singolo prodotto. Nel calderone delle ipotesi, e senza volersi abbandonare a facili previsioni, è ragionevole pensare che Square Enix possa approfittare del palcoscenico per aggiornamenti su progetti già noti – come Dragon Quest III HD-2D Remake, atteso da tempo su più piattaforme – o per svelare iniziative collaterali (spin-off, riedizioni, collaborazioni). Quel che è certo, e che Horii ha voluto ribadire, è la natura composita dell’evento: non un singolo colpo di teatro, ma una serie di annunci capaci di abbracciare diversi aspetti del franchise.
Un’eredità lunga quarant’anni
La scelta di legare queste rivelazioni al quarantesimo anniversario non è secondaria. Dragon Quest debuttò nel 1986 su NES (all’epoca Famicom) e da allora, tra alti e bassi di popolarità in Occidente – opposta invece a un’adorazione quasi religiosa in Giappone – ha costruito una reputazione fatta di coerenza stilistica, meccaniche turnate mai del tutto abbandonate e un’atmosfera fiabesca firmata da Akira Toriyama. Oggi, con Yuji Horii ancora al timone creativo, la serie si appresta a varcare la soglia dei quarant’anni mostrando una vitalità che pochi altri brand longevi possono vantare. La diretta del 27 maggio rappresenta quindi non solo un appuntamento con le novità, ma anche una tappa simbolica: l’occasione, per Square Enix, di tracciare la rotta del prossimo quinquennio. Resta solo da aspettare il fischio d’inizio, senza poter fare altro che registrare i fatti – per ora limitati a una data, una promessa e la parola inequivocabile del suo creatore.




