Volkswagen, cessione Ducati e quotazione Lamborghini: i gioielli della Motor Valley nel piano di risanamento

Volkswagen, cessione Ducati e quotazione Lamborghini: i gioielli della Motor Valley nel piano di risanamento
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nuove operazioni straordinarie all'orizzonte per il risanamento di Volkswagen, che potrebbero passare anche dalla vendita dei gioielli della Motor Valley emiliana, ovvero Ducati e Lamborghini. Lo riporta il Corriere della Sera spiegando che la cura da cavallo del ceo Oliver Blume ha cominciato a manifestarsi con decisioni drastiche. Prima la notizia di un taglio di 100 mila posti di lavoro sui 625 mila totali, poi la chiusura di quattro impianti in Germania, quelli di Hannover, Zwickau ed Emden e quello Audi di Neckarsulm.

Ora, a completare il quadro, arriva l'indiscrezione rilanciata dal Financial Times secondo cui il gruppo starebbe valutando concretamente la cessione di Ducati e la quotazione in Borsa di Lamborghini, le due eccellenze italiane controllate rispettivamente dal 2012 (tramite Audi) e dal 1998.

La tempesta perfetta a Wolfsburg

La tempesta che si sta abbattendo sul Gruppo Volkswagen promette di ridisegnare i confini del colosso tedesco. I numeri parlano chiaro: l'utile del 2025 si è quasi dimezzato, fermandosi a 6,9 miliardi di euro, mentre il debito complessivo è lievitato fino a quota 196 miliardi. In Borsa, il titolo ha perso oltre il 20% del suo valore in un anno, attestandosi intorno a 71,70 euro, e dall'arrivo di Blume alla guida del gruppo, nel settembre 2022, il valore si è quasi dimezzato.

Le cause di questa crisi sono molteplici e ben note: i dazi di Donald Trump pesano per circa 4 miliardi di euro l'anno, la concorrenza dei produttori cinesi, con Byd in testa, sta erodendo quote di mercato in Cina e Nord America, e i costi della transizione verso l'elettrico e lo sviluppo software continuano a salire.

La cura da cavallo di Oliver Blume

Il piano di ristrutturazione voluto dall'amministratore delegato è tra i più radicali nella storia del gruppo automobilistico e prevede, oltre ai tagli occupazionali e alla chiusura degli stabilimenti, una riduzione degli investimenti del 15% nei prossimi cinque anni, portando la spesa complessiva a poco più di 130 miliardi di euro.

Una prima, significativa iniezione di liquidità è già arrivata con la vendita del 51% di Everllence, la divisione specializzata in motori navali e industriali, al fondo americano Bain Capital per 7,4 miliardi di euro. Tuttavia, secondo gli analisti di Ubs, il ricavato di questa cessione rischia di essere assorbito quasi interamente dagli oneri straordinari legati al maxi-piano di riduzione del personale, limitando di fatto la possibilità di distribuire dividendi più elevati agli azionisti.

Ducati e Lamborghini, due strade diverse

È in questo contesto di ricerca disperata di risorse che tornano a circolare con insistenza le ipotesi su Ducati e Lamborghini. I due marchi, tra i più redditizi dell'universo Volkswagen, potrebbero essere sacrificati per finanziare la profonda trasformazione industriale del gruppo. Per la casa di Borgo Panigale, reduce da tre anni di dominio in MotoGP e con ricavi solidi intorno al miliardo di euro, si profilerebbe una cessione totale: un'ipotesi che era già stata presa in considerazione nel 2017, ma che all'epoca venne bloccata dal potente sindacato tedesco IG Metall.

Oggi, con l'acqua alla gola, quelle resistenze potrebbero cedere. Per Lamborghini, invece, il destino potrebbe essere diverso: si parla di uno scorporo e di una successiva quotazione in Borsa (IPO), sulla scia di quanto già fatto con Ferrari e, più recentemente, con Porsche. Una strategia che consentirebbe a Volkswagen di mantenere un legame con il marchio del Toro, incassando comunque una preziosa liquidità dal mercato.

Nessun asset è più intoccabile

Il riassetto in fase di studio a Wolfsburg, però, non si limita ai due gioielli italiani. Secondo il Financial Times e altre fonti, Volkswagen starebbe valutando l'apertura del capitale anche per altre divisioni considerate non strategiche, come PowerCo (batterie), Admt (guida autonoma) e il marchio americano di pick-up Scout, per il quale si starebbe studiando l'ingresso di nuovi investitori. Il messaggio che arriva dalla casa madre è chiaro: in una fase di crisi così profonda, nessun asset può considerarsi intoccabile. Le prossime settimane saranno decisive.

Il consiglio di sorveglianza è chiamato a esaminare il piano completo presentato da Blume, e solo allora si capirà se le indiscrezioni circolate in questi giorni si tradurranno in decisioni operative, oppure se i due gioielli della Motor Valley resteranno, almeno per ora, sotto l'ombrello tedesco.

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