Inzaghi ammette: "È un qualcosa di anomalo", poi replica a Kompany e Kane

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Inter ha chiuso in scioltezza l’anticipo di San Siro contro il Cagliari, gestendo la partita con quella sicurezza che ormai la contraddistingue. Un 3-1 che, seppur macchiato da qualche disattenzione nel finale, conferma la solidità di una squadra capace di alternare potenza e precisione. Arnautovic, protagonista di un primo tempo sontuoso con gol e assist, ha dimostrato di poter essere un’opzione concreta anche nelle gare più importanti, mentre Lautaro e Bisseck hanno completato l’opera.

Simone Inzaghi, in conferenza stampa, non ha nascosto la soddisfazione per la prestazione complessiva, pur evidenziando un dettaglio che lo ha infastidito. "La squadra è stata bravissima, ha giocato un grandissimo primo tempo", ha esordito, per poi aggiungere, con tono più asciutto, che certi cali di concentrazione – come quello che ha permesso a Piccoli di accorciare le distanze – "non possono ripetersi". Un monito chiaro, soprattutto alla vigilia del ritorno di Champions contro il Bayern Monaco, dove ogni errore potrebbe rivelarsi decisivo.

Quello che colpisce, però, è il cambio di atteggiamento dell’allenatore. Se in passato tendeva a smorzare le polemiche, quest’anno Inzaghi sembra meno incline a lasciar correre, anche quando si tratta di gestire situazioni apparentemente marginali. Come quando, nel finale di gara, ha richiamato con veemenza alcuni giocatori che, nonostante il risultato ormai compromesso, cercavano lo stesso di spremersi oltre il necessario. "Non è il momento di rischiare infortuni", il suo messaggio, implicito ma chiaro.

I numeri, intanto, parlano da soli. Quella contro il Cagliari è stata la 54esima vittoria casalinga in campionato dall’arrivo di Inzaghi, un dato che colloca l’Inter tra le squadre più dominanti in Europa. Solo Liverpool (55) e Manchester City (56) hanno fatto meglio nello stesso arco temporale, mentre il Real Madrid si ferma allo stesso bilancio. Un primato che, se da un lato conferma la crescita costante del progetto nerazzurro, dall’altro alza ulteriormente l’asticella delle aspettative.

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