Fairford, arrestato un anglo-iraniano: la pista di Teheran entra nell'inchiesta
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Redazione Esteri
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La polizia antiterrorismo britannica ha arrestato un uomo di 27 anni con doppia cittadinanza britannica e iraniana nel quadro delle indagini sul presunto attentato sventato domenica 27 settembre contro la base aerea della Raf di Fairford, nell'Inghilterra sud-occidentale. L'accusa è di preparazione di atti terroristici. Si tratta del sesto fermo nella vicenda e del primo che introduce una connessione esplicita con l'Iran, dopo giorni in cui le autorità di Londra avevano mantenuto un riserbo quasi totale sulle piste investigative.
Il quadro delle persone coinvolte
L'uomo è stato arrestato nel quartiere di Westminster, nel centro di Londra. Nella stessa operazione un cittadino britannico di 26 anni è stato interrogato con l'equivalente di un avviso di garanzia, mentre gli agenti hanno perquisito due proprietà nella zona.
Restano invece ancora da chiarire le posizioni dei cinque uomini arrestati nella notte tra sabato e domenica nei pressi della base: tutti cittadini britannici di età compresa tra i 23 e i 25 anni, residenti a Londra, erano stati rilasciati su cauzione il giorno successivo al fermo, con l'obbligo di severe restrizioni nei movimenti e nei contatti.
La dinamica dell'operazione
Secondo la ricostruzione diffusa dalle autorità, l'allarme era scattato all'alba di domenica quando una residente della zona aveva segnalato alla polizia la presenza di tre furgoni bianchi diretti verso l'installazione militare. La donna ha raccontato alla BBC di aver visto un gruppo di uomini incappucciati e mascherati correre attraverso i campi, e di aver chiamato il numero di emergenza 999 nella convinzione che il suo intervento potesse far fallire i piani del gruppo.
La polizia aveva istituito un cordone di sicurezza di quattrocento metri attorno alla base e aveva evacuato per alcune ore circa ottantacinque abitazioni e fattorie nei dintorni. Il capo della polizia antiterrorismo Laurence Taylor ha precisato che le verifiche sui mezzi fermati non hanno portato al rinvenimento di ordigni esplosivi operativi, sebbene sia stata trovata una certa quantità di benzina.
Le accuse incrociate tra Londra e Teheran
Mercoledì il primo ministro britannico Andy Burnham aveva parlato di «forti indizi» di un ruolo iraniano nell'incidente, aggiungendo che l'indagine di polizia resta «complessa e seria» e che viene condotta in stretta collaborazione con gli Stati Uniti.
La replica di Teheran non si era fatta attendere: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, in un messaggio pubblicato sulla rete sociale X, ha accusato Burnham di «bussare alla porta sbagliata», sostenendo che la liberazione su cauzione dei presunti terroristi «dice tutto» sul presunto coinvolgimento di Stati stranieri. L'ambasciata iraniana a Londra aveva già respinto «categoricamente» le speculazioni, definendole «infondate e malevole».
Il contesto della base di Fairford
Fairford ospita la 501ª Ala di Supporto al Combattimento dell'aeronautica statunitense ed è stata utilizzata in passato per operazioni durante la Guerra del Golfo e la guerra in Iraq del 2003. Nel marzo scorso Londra aveva autorizzato Washington a impiegare l'installazione per «operazioni difensive specifiche» contro l'Iran, e in luglio i Guardiani della Rivoluzione iraniani avevano definito «obiettivo legittimo» qualsiasi base usata per attacchi contro il Paese.
Nelle stesse ore, a New York, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva ordinato alla delegazione iraniana all'Onu, guidata da Araghchi, di lasciare immediatamente gli Stati Uniti al termine dei lavori dell'Assemblea generale.
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