Freedom Flotilla, attivisti portati nel porto israeliano di Ashdod. Tra loro due italiani: Mazzeo chiede pressioni per il rilascio
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Redazione Interno
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La nave Handala, parte della Freedom Flotilla Coalition, è stata condotta nel porto di Ashdod dopo l’intercettazione da parte della marina israeliana nella notte. A bordo, secondo quanto riportato dall’organizzazione, si trovavano attivisti e un carico di aiuti umanitari destinati a Gaza, bloccati prima di raggiungere la costa. Tra i fermati ci sono due cittadini italiani, i cui nomi non sono stati ancora resi noti ufficialmente, sebbene il blogger Alberto Mazzeo – che risulta essere uno di loro – abbia lanciato un appello affinché il governo italiano intervenga per garantirne la liberazione.
Mazzeo, che in passato ha partecipato a diverse missioni umanitarie, ha fatto sapere attraverso canali non ufficiali di trovarsi in stato di fermo, esortando le autorità italiane a «fare pressione» su Israele. Diplomatici e legali dell’associazione Adalah, che fornisce assistenza legale ai palestinesi, sono al lavoro per ottenere accesso all’equipaggio, ma al momento non è chiaro quando potranno incontrarli.
Prima dell’abbordaggio, gli attivisti hanno avuto un acceso scambio via radio con le forze israeliane. «Siete gli unici responsabili delle vostre azioni e delle conseguenze», è stato il monito lanciato dalla marina militare israeliana, alla quale l’attivista Huwaida Arraf ha risposto con tono deciso: «Permettetemi di darvi una lezione di diritto internazionale». Le immagini dell’alterco, diffuse sui social, mostrano la tensione dei momenti precedenti al blocco, con la Handala circondata da unità navali.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che i due italiani «stanno bene», dopo aver parlato con il collega israeliano Gideon Sa’ar. L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv è al corrente della situazione e sta seguendo gli sviluppi, anche se non sono stati forniti dettagli sulle condizioni giuridiche dei fermati o su eventuali accuse. Intanto, la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta a Tajani e alla premier Giorgia Meloni, chiedendo chiarimenti sulla posizione del governo e sulle misure adottate per garantire i diritti dei due connazionali.
L’episodio riaccende i riflettori sulle missioni della Freedom Flotilla, che da anni cerca di rompere il blocco marittimo imposto su Gaza, spesso con esiti controversi. Quello del 2010 – quando un’operazione analoga si concluse con un assalto della marina israeliana e nove morti tra gli attivisti – resta il precedente più drammatico. Stavolta, almeno in apparenza, l’intervento è avvenuto senza violenze, ma le reazioni internazionali potrebbero riaprire il dibattito sulla legittimità di queste azioni e sul diritto di navigazione nelle acque contese.




