Holm, quel sogno di bambino è diventato realtà. E ora si gioca la conferma alla Juve
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Redazione Sport
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Emil Holm, lo si immagina, quel bambino con il caschetto biondo e una maglia della Juve – di quelle di diverse taglie più grande del suo Corpo – indosso, avrà ripercorso mentalmente la serata di Bergamo più e più volte. Era il 2 febbraio quando il laterale, tornando con la memoria a quell’infanzia da tifoso bianconero, aveva finalmente realizzato il desiderio di vestire la casacca della sua squadra del cuore; eppure, tra il ruolo di intoccabile ricoperto da Kalulu sulla fascia e un fastidioso infortunio che ne ha frenato la continuità, il suo momento non era praticamente mai arrivato. La partita contro l’Atalanta, però, gli ha offerto quella ribalta che aspettava: una vittoria di misura per la formazione guidata da Luciano Spalletti, firmata da un gol pesantissimo di Boga, ha regalato ai bianconeri un momentaneo biglietto per il quarto posto, in attesa del big match serale tra Como e Inter.
Il retroscena social che accende il dibattito: il tweet contestato di Varriale
Della vittoria bianconera hanno scritto molti addetti ai lavori, e tra loro c’è anche Enrico Varriale; la sua analisi, però, è finita al centro di una piccola bufera. I tifosi, segnalando il suo tweet direttamente sulla piattaforma X, hanno contestato duramente alcune delle sue affermazioni – senza che il giornalista abbia per ora replicato in modo ufficiale – e l’episodio ha riacceso le consuete polemiche sul racconto giornalistico delle partite di cartello. La segnalazione collettiva, in particolare, ha riguardato il tono con cui Varriale avrebbe insinuato presunte letture tattiche non allineate con lo sviluppo reale del match, un dettaglio che per molti utenti ha oltrepassato il confine della normale critica sportiva.
Due mosse tattiche e un gol da Champions: l’analisi della svolta
Spalletti, va ricordato, ha dovuto rinunciare a qualche certezza iniziale per via degli acciacchi di formazione, ma le due mosse tattiche studiate alla vigilia – l’inserimento di Holm al posto dell’acciaccato Kalulu e la scelta di schierare Boga sulla trequarti – hanno prodotto due tiri decisivi e, infine, il gol che ha sbloccato la partita. La Juve, in questa notte che sa di Champions, ha superato il Como (oggi atteso dal confronto con l’Inter), tiene alle viste il Milan crollato a +3 con lo scontro diretto imminente, ha distanziato nuovamente la Roma e staccato l’Atalanta proprio nel confronto diretto che nessuna delle due poteva permettersi di pareggiare. Non è un campionato, certo, nel quale si possano fare previsioni oltre la prossima curva, ma la Vecchia Signora è di nuovo in totale corsa per la qualificazione alla massima competizione europea.
Il peso di una conferma: Holm chiamato a trasformare l’occasione in continuità
Per Holm, adesso, la sfida è un’altra: trasformare quella prestazione da ex bambino con la maglia troppo larga in un’abitudine. Perché il suo calcio, fatto di sovrapposizioni rapide e sacrificio difensivo, si adatta bene alla costruzione dal basso voluta da Spalletti – il quale, va detto, non ha mai nascosto di apprezzarne le qualità nei movimenti senza palla – ma la concorrenza sulle fasce resta agguerrita. Se riuscirà a tenere lontani i problemi fisici che ne hanno condizionato l’avvio di stagione, il laterale svedese potrebbe ritagliarsi uno spazio stabile in un undici che, al momento, vive di equilibrio precario tra emergenze e ritorni. Intanto la classifica sorride, ma il margine è esiguo: ogni singolo minuto in campo, per Holm, vale già come un esame.




