Il sogno di bambino di Holm si realizza a Bergamo, ora la conferma alla Juve tra infortuni e gerarchie

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Chissà quanto l’avrà sognata, una serata come quella di Bergamo, quel bambino con il caschetto in testa e la maglia della Juve – di diverse taglie più grande del suo Corpo – indosso. Emil Holm, lo ricordava bene quel desiderio d’infanzia, e lo aveva persino tirato fuori il 2 febbraio, quando vestire la casacca della sua squadra del cuore è diventato finalmente un fatto concreto. Eppure, tra il ruolo di intoccabile che nel frattempo si era ritagliato Kalulu e un fastidioso infortunio di troppo, il suo momento non era praticamente mai arrivato. Almeno fino a quella trasferta a Bergamo, dove il destino ha deciso di regalargli la ribalta che meritava.

La vittoria di misura che vale un quarto posto momentaneo

Atalanta-Juventus si è chiusa con un successo di misura per la squadra guidata da Luciano Spalletti. Il gol, quello di Boga, pesantissimo: regala ai bianconeri un biglietto – seppur momentaneo – per il quarto posto in classifica. La New Balance Arena ha visto la Juventus imporsi per 1-0 nell’anticipo della 32esima giornata di Serie A, portandosi a quota 60 punti e scavalcando il Como, che attende stasera il big match contro l’Inter in programma alle 20.45. Due mosse tattiche, due tiri, un gol: la notte bergamasca è stata una notte da Champions, anche perché il Milan è stato travolto dall’Udinese e ora si ritrova a più tre con lo scontro diretto all’orizzonte. La Roma è stata nuovamente distanziata, l’Atalanta staccata proprio nello scontro diretto che nessuna delle due poteva permettersi di pareggiare. Non è un campionato, questo, nel quale si possano fare previsioni oltre la prossima curva, ma la Juve è di nuovo in totale corsa per la Champions League.

Le contestazioni dei tifosi a Varriale dopo la partita

Della vittoria dei bianconeri hanno scritto molti addetti ai lavori, tra i quali anche Enrico Varriale. La sua analisi, però, è stata ampiamente contestata e segnalata dai tifosi direttamente su X. Loro – i tifosi – hanno notato qualcosa, nel tweet del giornalista, che a loro dire avrebbe insinuato un sospetto non ben documentato sui meriti della vittoria juventina. Nessun dettaglio esplicito è emerso dalle segnalazioni, se non la richiesta di verifica nei confronti di un tono giudicato poco aderente ai fatti di campo. La partita, va detto, era stata equilibrata: l’Atalanta ha spinto, la Juve ha colto l’unica occasione utile. E Holm, proprio lui, ha giocato quei minuti che aspettava da mesi. Nessuna espulsione, nessun episodio dubbio da moviola: solo un gol pesante e un quarto posto agganciato con le unghie.

La notte di Holm, tra infortuni e gerarchie saltate

Quel bambino con il caschetto in testa, insomma, ha visto il suo sogno compiersi due volte: la prima il giorno della firma, la seconda domenica scorsa quando Spalletti lo ha chiamato dalla panchina. Kalulu, fino a quel momento considerato un intoccabile, ha dovuto lasciare spazio a un Holm che nonostante il fastidio muscolare patito nelle settimane precedenti ha risposto presente. Nessun gesto plateale, nessuna dedica speciale sotto la curva: solo la prestazione di un laterale che sa di doversi giocare la conferma in bianconero. E ora, con il Milan che traballa e l’Inter attesa dal derby della Madonnina in chiave scudetto, la Juventus di Spalletti può guardare avanti senza dover temere il sorpasso immediato. Almeno fino a stasera, quando Como e Inter scriveranno un altro pezzo di classifica.

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