Protesta simbolica contro la legge bavaglio
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Redazione Interno
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La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) ha annunciato una protesta simbolica contro l'emendamento Costa, noto come "legge bavaglio". Questa norma è vista come un tentativo di censurare la stampa e limitare il diritto dei cittadini a conoscere le notizie.
Il boicottaggio della conferenza stampa
La FNSI ha deciso di non partecipare alla conferenza stampa di fine anno della premier Giorgia Meloni, prevista per giovedì 28 dicembre. Questo atto rappresenta la prima tappa del percorso verso lo sciopero generale contro l'emendamento Costa. La conferenza stampa è vista come un'occasione per esprimere dissenso verso una maggioranza che, secondo la FNSI, vuole limitare la libertà di informazione.
Il procuratore di Potenza e la legge bavaglio
Francesco Curcio, capo della Procura di Potenza, è uno dei molti procuratori che hanno adottato la prassi di rilasciare ai giornalisti le ordinanze di custodia cautelare riguardanti fatti, personaggi e vicende di interesse pubblico. In un'intervista al Fatto Quotidiano, Curcio ha dichiarato che continuerà a rilasciare queste ordinanze anche se l'emendamento Costa dovesse diventare legge.
Verso lo sciopero generale
La protesta dei giornalisti contro la legge bavaglio potrebbe culminare in uno sciopero generale. La segretaria della FNSI, Alessandra Costante, ha annunciato che diserterà la conferenza stampa di fine anno in segno di protesta contro l'emendamento presentato da Enrico Costa (Azione). La conferenza stampa, inizialmente rimandata a causa dell'influenza che ha colpito la premier, si terrà il 28 dicembre. Tuttavia, i vertici della FNSI non saranno presenti.




