Legge bavaglio, un colpo alla libertà di stampa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ingrati, noi siciliani. Che invece dovremmo ringraziare il governo per averci fatto dono di una legge che ci toglie ansie, pensieri, malumori. Ci ripulisce lo sguardo e la coscienza. Ci restituisce al buon vicinato con una Cosa Nostra della quale sarà più difficile sapere. E dunque sarà più facile (finalmente!) conviverci.

Non conoscere quello che sarà scritto nelle ordinanze di custodia cautelare ci eviterà il fastidio del sospetto, il vizio della maldicenza, i giacobinismi del pensiero. Bavaglio sulle ordinanze, dal caso Toti agli ultrà e Cecchettin: ecco cosa sarà vietato raccontare. Il bavaglio è legge e noi faremo obiezione di coscienza.

Sul Fatto continueremo a pubblicare intercettazioni e virgolettati estratti dalle ordinanze cautelari. E alle prime rappresaglie giudiziarie, ricorreremo alla Corte costituzionale e alla Corte di Giustizia europea. A cui chiederemo di demolire, in nome del sacrosanto diritto di cronaca, un divieto introdotto l’altroieri da un governo che sembra voler oscurare la verità.

Nuovi divieti per la cronaca giudiziaria, immotivato limite alla libertà di stampa. Si profila una nuova stretta sul diritto dei cittadini ad essere informati sulle vicende giudiziarie. In aggiunta al divieto di pubblicare il contenuto delle ordinanze di custodia cautelare, il governo si appresta ad introdurre nuovi limiti ai giornalisti.

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