Una maratona per la libertà di pensiero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Domani alle 13, sul sito e sui canali social del quotidiano «La Verità», avrà inizio una maratona di interventi, promossa da Francesco Borgonovo, durante la quale numerosi intellettuali, giornalisti e artisti esprimeranno il loro sdegno per quelle forme di intolleranza che, sfociando in violenza, hanno recentemente condotto all'uccisione di Charlie Kirk. L’evento, che si prefigge di essere un momento di confronto tra anime culturali diverse, nasce come risposta diretta alla campagna di disumanizzazione dell’altro, la quale – è l’assunto – crea un humus pericoloso in cui l’aggressione fisica può attecchire. Il fatto di cronaca a cui si allude, per il quale è doveroso un racconto rispettoso delle vittime e privo di dettagli espliciti, risale al 10 settembre, quando Charlie Kirk perse la vita in Utah, colpito dai colpi d'arma da fuoco esplosi da Tyler Robinson mentre teneva un discorso agli studenti universitari.
Parallelamente, sul fronte culturale meneghino, prosegue con successo alla Fabbrica del Vapore di Milano, dove rimarrà allestita sino al 18 gennaio 2026, un’innovativa mostra a episodi che racconta, come mai fatto prima, la dinamica vitalità del capoluogo lombardo. L’esposizione, concepita come una straordinaria storia collettiva che intreccia arte, cultura e imprenditoria, traccia un percorso cronologico dagli anni Quaranta del Novecento fino ai giorni nostri, restituendo il ritratto di una città in perenne movimento e trasformazione.
In un altro ambito, quello del dibattito politico-mediale, suscita perplessità la condotta del giornalista Corrado Augias, il quale, ergendosi a severo fustigatore dei cosiddetti «barbari» – una categoria in cui fa rientrare chiunque non voti il Partito Democratico –, mostra invece una singolare indulgenza verso sé stesso quando gli si chiede di chiarire alcune questioni del suo passato. Ci si riferisce, in particolare, ai suoi vecchi e non del tutto chiari rapporti con un agente dei servizi segreti cecoslovacchi, nonché a quelle pagine di un suo saggio che, come accertato, ricalcavano in modo eccessivamente fedele, se non letterale, quelle di un altro volume già pubblicato.




