Vance in Groenlandia tra tensioni politiche e visite militari
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Redazione Esteri
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Il vicepresidente americano JD Vance, accompagnato dalla moglie Usha, ha raggiunto oggi la Groenlandia, dove visiterà la base militare statunitense di Pituffik, situata in una remota area settentrionale dell’isola. La visita, inizialmente concepita con un programma più articolato – che includeva eventi legati alla cultura locale, come la corsa dei cani da slitta – è stata ridotta a un semplice sopralluogo all’installazione militare, alimentando sospetti sulle reali intenzioni della delegazione. Fonti della Cnn, citando un alto funzionario della Casa Bianca, hanno rivelato che Vance potrebbe approfittare dell’occasione per lanciare critiche al governo danese, in un contesto già segnato dalle ripetute rivendicazioni di Donald Trump sul controllo del territorio semi-autonomo.
La scelta di limitare l’agenda alla sola base di Pituffik, lontana dai centri abitati, ha suscitato malumori sia in Groenlandia che in Danimarca, dove l’interferenza statunitense è vista con crescente diffidenza. Proprio oggi, mentre Vance atterrava sull’isola, i partiti groenlandesi hanno trovato un’intesa per formare un nuovo governo di coalizione, che riunisce quattro delle cinque forze politiche rappresentate in parlamento dopo le elezioni dell’11 marzo. L’accordo, firmato poche ore prima dell’arrivo del vicepresidente americano, è stato interpretato come un segnale di coesione di fronte alle pressioni esterne.
A rimanere fuori dalla coalizione è stato solo Naleraq, il partito indipendentista più radicale, secondo per voti alle ultime consultazioni, che si è ritirato dai negoziati la scorsa settimana. La mossa sembra confermare una linea di cauta resistenza verso le ambizioni statunitensi, mentre la visita di Vance – seppur ufficialmente dedicata a questioni militari – rischia di accentuare le tensioni in un territorio strategicamente cruciale per gli equilibri artici. La base di Pituffik, infatti, rappresenta un avamposto chiave per la difesa e la sorveglianza spaziale degli Stati Uniti, e la sua presenza è da anni al centro di dibattiti sulla sovranità groenlandese




