Monster hunter stories 3: twisted reflection, il ritorno dei raider tra crisi ecologica e scelte di design

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non è affatto semplice, per uno spin-off, emanciparsi dalla serie madre senza tradirne lo spirito, e Kenji Oguro, che resta alla regia del progetto come già accaduto per i primi due capitoli, questo dilemma lo conosce bene. Quando Capcom si è seduta al tavolo per pianificare Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection — in arrivo il 13 marzo su PlayStation 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch 2 e PC — la tentazione, racconta lo stesso Oguro in un’intervista recente, è stata quella di abbandonare la struttura a turni per abbracciare il più redditizio formato action-rpg, quello che oggi va per la maggiore e che la software house padroneggia meglio di chiunque altro -10. La riflessione interna, però, deve essersi fatta piuttosto intensa, e la scelta finale è stata invece quella di raddoppiare la posta sulle meccaniche da monster tamer, sulla profondità narrativa e sul sistema di combattimento a comandi, forti della convinzione che inseguire il mercato — e quindi competere direttamente con i propri cacciatori della serie principale — avrebbe snaturato ciò che rende riconoscibile questo ramo della saga -10.

La demo, disponibile da pochi giorni su tutte le piattaforme e con la possibilità di trasferire i dati di salvataggio al day one, lascia intravedere non solo le meccaniche inedite — come l’indicatore dell’anima indomita e gli assalti sincronizzati — ma anche un tono generale che pare essersi fatto sensibilmente più cupo -1-9. Non è solo una questione di tavolozza cromatica o di tratti meno deformati: al centro della scena, ora, c’è una crisi ecologica che spinge i mostri sull’orlo dell’estinzione. L’invasione di creature aliene, le cosiddette bestie invasive, minaccia gli habitat naturali del regno di Vermeil, e il giocatore, nei panni del capitano dei Rangers — non più semplici Raider, ma una sorta di di conservazione ambientale — si trova a dover recuperare uova in pericolo, restituire i Monstie alla natura attraverso il nuovo sistema di habitat restoration e ripopolare lentamente le aree per sbloccare esemplari con elementi duali e genetica modificata -6-8.

A sorprendere, nelle prime ore di gioco e nelle dichiarazioni ufficiali che filtrano dalla campagna marketing, è la complessità dei legami politici che fanno da sfondo all’avventura. Secoli dopo la guerra della Rottura, le due nazioni di Azuria e Vermeil sono di fatto in una situazione di conflitto latente, ed è in questo quadro teso che si inserisce la figura di Eleanor, principessa di Vermeil offerta come garanzia politica alla corte avversaria per scongiurare un bagno di sangue -9. La sua presenza nella fazione del protagonista — erede al trono di Azuria e unico cavaliere in grado di cavalcare uno dei due Rathalos gemelli nati da un singolo uovo — non è puro espediente narrativo, ma pare incidere sulle dinamiche di party e sulle scelte morali che il gioco potrebbe richiedere, sebbene i dettagli sull’effettiva profondità del sistema dialoghi restino ancora da verificare sul campo -8-9.

Chi temeva che il passaggio generazionale potesse tradursi in una semplificazione dell’esperienza, riducendo Monster Hunter Stories 3 a una mera operazione nostalgica per collezionisti di amiibo — e a tal proposito sono stati annunciati i modelli dedicati a Ratha, Ratha V e Rudy, che sbloccheranno equipaggiamenti estetici al lancio — dovrà forse ricredersi -1. L’impressione che si ricava dalle anteprime e dal trailer narrativo presentato da Elizabeth Rose Bloodflame, virtual youtuber di Hololive English, è che Capcom abbia lavorato per colmare il divario percepito tra la serie principale e questi spin-off, non inseguendo la spettacolarità del hunting game, ma irrigidendo la spina dorsale ruolistica del prodotto -3-8. Lo si nota nell’attenzione maniacale al bestiario, che ora fornisce informazioni strutturate su punti deboli e pattern comportamentali, e nella cura messa nell’esplorazione tridimensionale, non più mero contorno al combattimento ma elemento centrale nel loop di crafting e progressione -5.

Ci si interroga, a questo punto, se il pubblico sarà pronto ad accogliere uno Stories che si prende così sul serio, che chiede di farmare risorse, studiare gli avversari e persino liberare i propri mostri per il bene dell’ecosistema digitale, in un meccanismo quasi etologico che lega la ricompensa alla pazienza più che alla potenza di fuoco. La stessa esistenza delle tre edizioni — standard, deluxe e premium, con quest’ultima che include la side story incentrata su Rudy e una pletora di layred armor — testimonia quanto la fiducia di Capcom in questo progetto sia elevata, e quanto si spinga sulla fidelizzazione dell’utenza per giustificare un prezzo d’ingresso che per la versione base si attesta sui settanta euro -4.

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