Sinner domina a Parigi e ora sogna la vetta: in semifinale c'è Zverev
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Redazione Sport
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I presagi non erano dei migliori, dopo le fatiche dei primi turni in cui lo stesso Jannik Sinner aveva confessato di non possedere la consueta freschezza fisica. L’incontro con Ben Shelton, tuttavia, si è tramutato in un’affermazione di forza e carattere, netta e mai messa seriamente in discussione, che ha regalato al tennista altoatesino il suo primo ingresso in una semifinale del torneo parigino. Contro l’americano, autore di servizi che sfioravano i 230 chilometri orari, Sinner ha opposto una risposta impeccabile, neutralizzando quelle palle con un controllo che ha gettato le basi per il suo successivo dilagare negli scambi da fondo campo. In meno di settanta minuti di gioco, il fuoriclasse azzurro ha così chiuso i conti, dimostrando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di avere le spalle abbastanza larghe da reggere il peso di un obiettivo che ormai è a portata di mano.
Il percorso verso la vetta della classifica
Quella di Parigi è la tredicesima semifinale in un Masters 1000, la quarantatreesima in carriera, un traguardo che, se si considera la sua giovane età, appare ancor più significativo. Due sono ora le vittorie che lo separano dal ritorno in vetta al ranking mondiale, un’eventualità che, sebbene non sia l’unico pensiero dichiarato dal giocatore, rappresenta senza dubbio un potente motore per le sue prestazioni. Dopo un avvio del torneo costellato da qualche incertezza, l’italiano ha ritrovato le sensazioni migliori proprio nel momento più cruciale, affrontando la sfida con una concentrazione che non ha lasciato spazio alle sorprese.
Le scintille con il coach Darren Cahill
Non è mancato, nel corso del match, un episodio di tensione verso il proprio angolo, segno di una competitività che non conosce sconti neppure con i propri collaboratori. È accaduto nel secondo set, subito dopo che Sinner aveva piazzato il break che lo portava sul 3-2. Durante il cambio di campo, l’azzurro si è avvicinato al box e, con un tono che tradisce un chiaro rimprovero, ha apostrofato in inglese il coach Darren Cahill: “Ho fatto il break e sei rimasto seduto”. Un momento di frizione, uno di quelli che accadono quando la posta in gioco è massima e ogni dettaglio viene percepito come determinante per il risultato finale.
La semifinale con Zverev e le implicazioni per Musetti
L’impresa parigina assume inoltre un valore collettivo, poiché il successo di Sinner offre un aiuto concreto al connazionale Lorenzo Musetti nella corsa alle ATP Finals. Il prossimo ostacolo sul cammino dell’altoatesino si chiama Sascha Zverev, avversario di rango reduce da un percorso solido e che rappresenta un test di assoluto valore. Sinner, che si è detto semplicemente felice di aver raggiunto questo traguardo a Parigi, sa di dover mantenere lo stesso atteggiamento lucido e determinato, consapevole che ogni passo in avanti è un passo che conta doppio.




