Zverev, da incompiuto a campione: ora vuole prendersi anche Wimbledon. Sinner permettendo...
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Redazione Sport
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Parigi ha cambiato tutto. Prima, Alexander Zverev era uno degli incompiuti del circuito, un talento da top5 del tennis mondiale che al momento di vincere uno Slam trovava sempre qualcuno, o qualcosa, che glielo impediva. Forte, ma perdente. Poi è arrivato il Roland Garros, la finale contro Flavio Cobolli in cui il tedesco ha finalmente fatto bingo. E fatto l’unica cosa che, a 29 anni, poteva cambiargli la carriera: vincere uno Slam.
Quel trionfo sulla terra rossa francese l’ha portato in una nuova dimensione, gli ha tolto dalle spalle il peso delle sconfitte passate, del fatto che per sollevare quel trofeo ed essere finalmente davanti agli altri gli ci siano volute 41 partecipazioni ai tornei più importanti dell'anno.
La nuova dimensione di Zverev
Quello che si è presentato a Wimbledon è un nuovo Zverev: più convinto, più rilassato, più determinato, più affamato. Quanto determinato lo si è capito in questo percorso quasi netto che l’ha portato alla quinta finale Slam della carriera, al rendezvous con Jannik Sinner. Da numero 2 del mondo virtuale dopo aver superato Carlos Alcaraz con la vittoria in semifinale, Sascha avrà davanti il numero 1 del mondo, ma mai come questa volta sente di avere una chance.
Di poter fare qualcosa di storico come la doppietta Roland Garros-Wimbledon nello stesso anno, riuscita solo a sei giocatori prima di lui.
L'evoluzione di un giocatore
Vincendo Parigi, Zverev è entrato in una nuova dimensione. "Quando vinci uno Slam cambia tutto - ha confessato -. Capisci come si fa, ti rendi conto che da quel momento in avanti sai come si vince perché lo hai già fatto. Senti dentro di te questa convinzione, questa sicurezza". Zverev l'ha riversata in campo a Wimbledon, ha lasciato per strada solo due set nelle 6 partite che l'hanno portato in finale.
Ha sfatato persino il tabù Taylor Fritz, lo statunitense eliminato in tre set nei quarti di finale con cui aveva una striscia aperta di 7 sconfitte: un altro dei demoni del vecchio Sascha che il nuovo ha esorcizzato. "Non è solo la fiducia che viene dalle vittorie: ho lavorato tanto sul mio gioco e sono migliorato - ha spiegato -. Ho fatto progressi col dritto, il rovescio, il servizio, la risposta: quando migliori, è normale vincere di più".
I precedenti e le chiavi tattiche
Jannik Sinner e Alexander Zverev si sono affrontati 14 volte in carriera, con l'altoatesino in vantaggio per 10-4 nei precedenti. Il dato che fa impressione è però quello degli ultimi nove: ha sempre vinto Sinner, che negli ultimi sei non ha nemmeno lasciato un set al tedesco. Sinner parte favorito, forte del cammino solido e dei precedenti favorevoli, ma il tedesco arriva rinfrancato dal successo al Roland Garros e da un torneo in crescita.
A pesare, però, c'è anche una statistica: Zverev non batte Sinner da tre anni e, alla vigilia, l'azzurro è dato in grande vantaggio dalle quote dei bookmaker. Il match può vivere sull'anticipo di Sinner e sulla capacità di Zverev di portare la finale sul terreno della pazienza. Zverev, però, ha dalla sua l'arma del servizio e la solidità del contropiede: se trova percentuali alte con la prima e tiene Sinner lontano dalla linea di fondo, può allungare i punti, sporcare il ritmo e costringere il numero 1 del mondo a forzare.




