Morte in spiaggia a Montalto di Castro, il pm: "Ipotesi malore mentre scavava"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sabbia, che fino a un attimo prima era solo un gioco, è diventata una tomba per Riccardo Boni, il diciassettenne morto giovedì scorso su una spiaggia libera di Montalto di Castro. Mentre scavava una buca profonda circa un metro e mezzo, il crollo improvviso lo ha travolto, seppellendolo sotto una valanga di terra. I soccorsi, arrivati tempestivamente, non sono bastati: ci sono voluti quaranta minuti per ritrovarlo, dopo che il fratellino, disperato, aveva cercato di spiegare l’accaduto.

Ora la procura di Civitavecchia, guidata da Alberto Liguori, sta cercando di ricostruire i minuti precedenti alla tragedia. Tra le ipotesi, c’è quella di un malore che avrebbe reso il giovane incapace di reagire al crollo. "Vogliamo capire umanamente e tecnicamente se Riccardo ha avuto un malore prima di morire", ha detto il procuratore, che nei prossimi giorni incontrerà il padre del ragazzo. Un colloquio necessario, anche per chiarire la posizione dell’uomo, iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. Una scelta dettata dalla legge, come ha precisato lo stesso Liguori, che ha voluto sottolineare come "la pena naturale sia già in fase di espiazione" per la famiglia.

Gli investigatori stanno valutando ogni possibilità, compresa quella di eventuali patologie pregresse che avrebbero potuto contribuire al dramma. Ma al di là delle indagini, resta il vuoto lasciato da un ragazzo che, in una calda giornata di luglio, stava solo divertendosi in spiaggia con il fratello. Quella buca, scavata forse per gioco o per ripararsi dal sole, è diventata in pochi istanti una trappola mortale, mentre la sabbia, apparentemente innocua, si è trasformata in un muro senza via d’uscita.

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