Montalto di Castro, il padre di Riccardo: «Era a tre metri da me, perché non ha gridato?»
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Redazione Interno
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La vanga blu e la paletta arancione giacciono ancora accanto alla buca scavata nella sabbia, un metro e mezzo di profondità che si è trasformata in una trappola mortale per Riccardo Boni, 17 anni, romano, fisico atletico e fratello maggiore di due bambini di 8 e 5 anni. Sul litorale di Montalto di Castro, nel Viterbese, quella che doveva essere una vacanza al Gita Village California si è mutata in tragedia in pochi istanti, lasciando una famiglia spezzata e una domanda senza risposta: come è potuto accadere?
«Era a due, tre metri da me», racconta il padre al Corriere della Sera, smentendo chi ha insinuato che stesse dormendo sul lettino. «Li tenevo a portata di vista. Stavano scavando per gioco, e Riccardo era più alto della buca: con la testa doveva sporgere». Eppure, qualcosa è andato storto. Forse il caldo, forse la fatica, ma a un certo punto il ragazzo «dev’essersi accasciato», ipotizza il genitore, mentre la sabbia – crollata forse per il peso o per la consistenza friabile – lo ha sepolto senza che potesse emettere un grido. «Perché non ha chiesto aiuto? Non mi sono accorto di nulla».
Poche ore dopo il dramma, la spiaggia ha ripreso il suo ritmo. A pochi metri dal punto in cui Riccardo ha perso la vita, ombrelloni aperti e bagnanti si tuffano nel mare. Un gruppo di turisti, arrivato il giorno successivo, ammette di essere stato informato dell’accaduto ma aggiunge, con un tono che mescola imbarazzo e rassegnazione: «Che facciamo, ce ne torniamo a casa?».




