Ucraina, tre anni di resistenza contro l’invasione russa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono passati tre anni da quando, all’alba del 24 febbraio 2022, le truppe russe varcarono i confini dell’Ucraina, dando inizio a un conflitto che avrebbe presto assunto dimensioni globali. Quella che doveva essere, secondo i piani di Mosca, un’invasione lampo si è trasformata in una guerra di logoramento, mettendo a nudo le ambizioni imperialistiche del Cremlino e la tenacia di un popolo deciso a difendere la propria libertà.

L’attacco, preparato nei mesi precedenti con l’accumulo di uomini e mezzi lungo i confini, si sviluppò su tre fronti: dalla Bielorussia a nord, dalla Russia a est e dalla Crimea a sud. Tre giorni prima, il 21 febbraio, il presidente russo Vladimir Putin aveva riconosciuto l’indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass, Donetsk e Lugansk, inviando truppe in una regione già martoriata da otto anni di conflitto a bassa intensità, iniziato nel 2014 e costato la vita a circa 14 mila persone.

Quella che doveva essere una rapida operazione militare si è invece scontrata con una resistenza inaspettata. Gli ucraini, nonostante la disparità di forze, hanno fermato l’avanzata di quello che era considerato il secondo esercito più potente al mondo. La loro determinazione, alimentata da una memoria storica segnata dall’oppressione sovietica, ha ribaltato ogni previsione, trasformando il conflitto in una prova durissima per la Russia.

Il sostegno occidentale, che ha giocato un ruolo cruciale nel bilanciare le forze in campo, è stato più volte sottolineato come un elemento chiave. “Dobbiamo essere fieri del nostro apporto”, ha dichiarato Fazzolari, evidenziando come la libertà di un popolo abbia prevalso sulle mire neoimperiali delle élite russe.

Visvaldas Kulbokas, arcivescovo e nunzio apostolico in Ucraina, ha invece posto l’accento sulla dimensione umana del conflitto. “Questa guerra interpella l’umanità”, ha affermato, ricordando come il terzo anniversario coincida con l’Anno Giubilare, un momento in cui la preghiera della Chiesa assume un significato ancora più profondo. Kulbokas ha esortato i fedeli a unirsi in preghiera per l’Ucraina, affidando alla spiritualità un messaggio di speranza e solidarietà.

Anche in Italia, il ricordo del conflitto non è passato inosservato. A Bari, il sindaco Vito Leccese ha voluto commemorare l’anniversario deponendo un bouquet di fiori blu e gialli ai piedi della statua di San Nicola, patrono della città. “Una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità”, ha dichiarato, citando le parole di papa Francesco. Un gesto simbolico, che ha unito il dolore per le vittime alla speranza di una pace duratura.

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