Il patto per la vigilanza: cooperative e commercialisti firmano le nuove regole sui verbali di revisione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È stato pubblicato nelle scorse ore il Documento comune che porta la firma congiunta dell’Alleanza delle Cooperative, che riunisne Confcooperative, Legacoop e Agci, e del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, insieme alla Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti. Il testo, dedicato alle “Novità della nuova modulistica per l’attività di vigilanza sulle società cooperative”, rappresenta il punto di arrivo di un lavoro di confronto avviato nei mesi scorsi per offrire un’interpretazione condivisa dei nuovi verbali di revisione. Questi ultimi, introdotti con i decreti ministeriali del 5 marzo 2025 (e già oggetto di una prima analisi da parte della Fondazione in un documento pubblicato a inizio anno), ridefiniscono in maniera organica le procedure attraverso cui si esercita il controllo sulla mutualità, sulla democraticità interna e sulla solidità gestionale degli enti cooperativi.

L’intesa siglata dai rappresentanti della categoria professionale e del mondo cooperativo si concentra sugli aspetti sostanziali che i revisori sono chiamati a verificare, andando oltre la mera compilazione formale dei modelli. Tra i chiarimenti operativi emersi con maggiore nettezza spicca il riconoscimento normativo delle prassi consolidate nelle cooperative agricole di conferimento, con particolare riferimento alla valorizzazione del prodotto in sede di approvazione del bilancio. Parallelamente, il documento fornisce indicazioni puntuali sull’ampliamento delle attività mutualistiche nelle cooperative di abitazione, segnando un aggiornamento significativo rispetto alle interpretazioni precedenti.

Assetti organizzativi e prevalenza mutualistica, i nodi centrali della revisione

L’analisi congiunta, che ha coinvolto i vertici dell’Alleanza delle Cooperative e gli esperti del CNDCEC, si sofferma in particolare sugli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, un tema divenuto centrale dopo le modifiche al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. I nuovi verbali, quindi, non si limitano ad accertare la regolarità contabile, ma verificano la capacità dell’ente di intercettare tempestivamente segnali di difficoltà, richiamando espressamente gli obblighi previsti dall’articolo 2086 del codice civile. Viene ribadita con chiarezza anche l’obbligatorietà dell’indicazione della prevalenza mutualistica in bilancio, una prescrizione che vale in ogni caso, comprese le ipotesi di cosiddetta prevalenza “di diritto”, eliminando ogni margine di discrezionalità in tal senso.

Il documento rimarca poi tutti quei contenuti innovativi dei verbali che, pur aggiornando il quadro normativo, confermano gli orientamenti più consolidati su alcuni dei principali temi del controllo cooperativo. Tra questi, la ripartizione dei ristorni, le modalità di svolgimento delle assemblee e il complesso sistema di verifiche legate al contributo del 3%. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle specificità delle diverse tipologie di società: vengono forniti chiarimenti sul ruolo del socio tecnico-amministrativo nelle cooperative di lavoro, sulla figura del volontario e sui parametri per il calcolo delle persone svantaggiate nelle cooperative sociali di tipo B.

Digitalizzazione e uniformità, la svolta nei controlli sulle Bcc

Un capitolo a parte, nell’economia del documento sottoscritto, è dedicato alla ridefinizione dei modelli per le Banche di Credito Cooperativo, dove l’aggiornamento della modulistica procede di pari passo con il percorso di digitalizzazione dei controlli. La sottoscrizione dei verbali con firma digitale e la gestione da remoto delle fasi di accertamento, laddove possibile, rappresentano un cambio di passo rispetto alla modulistica precedente, risalente al 2015 e parzialmente ritoccata nel 2017. Per i revisori incaricati, le nuove disposizioni chiariscono inoltre la gestione delle irregolarità sanabili attraverso un meccanismo di diffida con tempi calibrati, che vanno da un minimo di quindici a un massimo di novanta giorni per la regolarizzazione.

Il lavoro congiunto tra il Consiglio nazionale dei commercialisti e le associazioni cooperative, come hanno evidenziato i presidenti Maurizio Gardini (Confcooperative), Simone Gamberini (Legacoop) e Massimo Mota (Agci), conferma l’importanza di una collaborazione strutturata tra ordini professionali e rappresentanze di settore. L’iniziativa, infatti, nasce dalla consapevolezza che senza un coordinamento costante è difficile garantire un’assistenza di qualità alle società cooperative, specialmente in una fase caratterizzata da aggiornamenti normativi frequenti. Per il presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio, il documento rappresenta il frutto di una virtuosa collaborazione, uno strumento operativo a supporto dell’attività dei professionisti nella redazione dei verbali che certifica il ruolo centrale della professione in tutte le realtà societarie.

Dal primo esame della Fondazione all’intesa finale, il percorso normativo

La pubblicazione di questo documento comune non è un fatto isolato, ma si inserisce in un percorso di riordino iniziato mesi prima con i decreti ministeriali del 5 marzo 2025. Quelle stesse novità, relative ai verbali di revisione e alla nuova modulistica, erano state oggetto di un primo esame a opera della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, che a inizio anno aveva pubblicato un documento propedeutico. Se quella prima analisi serviva a inquadrare tecnicamente i tre decreti (riguardanti rispettivamente la revisione cooperativa, l’ispezione straordinaria e l’aggiornamento dei modelli per le Bcc), l’intesa raggiunta ora con l’Alleanza delle Cooperative aggiunge il tassello dell’interpretazione condivisa, trasformando la norma in prassi operativa uniforme.

L’intero impianto di vigilanza, del resto, è chiamato a rispondere a criteri di trasparenza e celerità maggiori, recependo anche i principi contenuti nel disegno di legge delega per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi. In questo contesto, i nuovi verbali non solo aggiornano i format, ma ridefiniscono l’approccio sostanziale del controllo: si passa da un’attività prevalentemente formale di accertamento a una funzione più dinamica di assistenza e monitoraggio. L’obiettivo dichiarato è quello di salvaguardare il carattere mutualistico e le finalità non speculative della cooperazione, un principio sancito dall’articolo 45 della Costituzione che trova attuazione concreta nelle verifiche sugli assetti organizzativi e sulla partecipazione dei soci.

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