Giuntoli difende la Juve: "Fiducia a Motta, ma la rabbia dei tifosi è comprensibile"
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Redazione Sport
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Cristiano Giuntoli, direttore sportivo della Juventus, è intervenuto ai microfoni di Dazn e Sky Sport nel prepartita del match contro il Verona, valido per il posticipo della 27ª giornata di campionato. Le sue parole, nette e senza giri di frase, hanno delineato un quadro chiaro: la Juventus sta vivendo un momento complesso, ma la fiducia nel progetto e nell’allenatore Thiago Motta rimane intatta. "Ci vuole equilibrio", ha esordito Giuntoli, sottolineando come la prestazione inaccettabile contro l’Empoli in Coppa Italia, che ha portato all’eliminazione, non debba far dimenticare le quattro vittorie consecutive in campionato e le difficoltà legate a numerosi infortuni.
Giuntoli, che ha scelto di non nascondersi di fronte alle critiche, ha difeso la squadra, evidenziando come sia normale, con un gruppo così giovane, affrontare alti e bassi. "Con una squadra così giovane, è normale avere delle oscillazioni", ha spiegato, aggiungendo però che si aspetta una maggiore presa di responsabilità da parte di tutti. Un messaggio diretto ai giocatori, ma anche un modo per ribadire che il progetto, nonostante le difficoltà, è ancora in piedi.
La rabbia dei tifosi, che nei giorni scorsi si sono recati alla Continassa per manifestare il proprio disappunto, è stata presa in carico dal dirigente bianconero. "Siamo dispiaciuti come loro e arrabbiati", ha ammesso Giuntoli, riconoscendo che la prestazione contro l’Empoli non era all’altezza di quello che ci si aspetta dalla Juventus. Tuttavia, ha anche ricordato che la squadra ha l’opportunità di ridurre il distacco dalla vetta della classifica a sei punti, in caso di vittoria contro il Verona. Un obiettivo non da poco, considerando il contesto generale.
Sul futuro di Thiago Motta, Giuntoli non ha lasciato spazio a dubbi: "Resta alla Juve". Una dichiarazione che arriva dopo le voci di mercato e le critiche rivolte all’allenatore, accusato da alcuni di scelte tecniche discutibili. Motta, dal canto suo, ha replicato con fermezza, difendendo le sue decisioni, come quella di non schierare Khephren Thuram: "Faccio le mie scelte, non sono un incompetente".




