Allarme nei cieli della Toscana, intercettato aereo fantasma: caccia decollati da Grosseto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel tardo pomeriggio di martedì 9 giugno, un’operazione di sicurezza ad alta quota ha ridisegnato il silenzio dei cieli italiani, quando due caccia Eurofighter dell’Aeronautica Militare sono decollati in missione di intercettazione dalla base aerea di Grosseto. L’allarme, tecnicamente definito con il termine “scramble” per indicare un decollo immediato e senza alcun margine di esitazione, è scattato poco prima delle 18.

30; l’ordine, emanato dal Combined Air Operations Centre (CAOC) della Nato situato a Torrejón, in Spagna, riguardava un velivolo che aveva inspiegabilmente interrotto ogni contatto radio con gli enti preposti al controllo del traffico aereo. Si trattava, come si apprenderà in seguito, di un aereo civile privato, un P-180 proveniente dalla Germania, la cui traiettoria silenziosa rappresentava, secondo i protocolli internazionali, una potenziale anomalia da verificare con la massima urgenza.

L’identificazione visiva sul cielo di Ancona

L’intervento dei due velivoli militari, appartenenti al 4° Stormo, si è sviluppato lungo una direttrice che dal litorale toscano si è spinta verso le Marche, concretizzandosi nei pressi dello spazio aereo di Ancona.

A fare chiarezza sulle dinamiche dell’operazione è stata una nota ufficiale diffusa nella giornata di mercoledì 10 giugno dall’Aeronautica Militare, nella quale si specifica che l’obiettivo della missione era quello di “identificare un velivolo civile privato, un P-180 proveniente dalla Germania, per il quale era stata richiesta una verifica a causa della perdita del contatto radio”.

Raggiunto l’aereo “fantasma” (definizione tecnica che sottolinea l’assenza di dialoghi via radio), i piloti hanno eseguito la procedura standard di “visual identification” (Vid), avvicinandosi al mezzo per constatare di persona le condizioni dell’equipaggio e dell’apparato di comunicazione.

La procedura di “scramble” coordinata dalla Spagna

La prontezza dell’azione dimostra l’efficacia della catena di comando che lega il centro di Torrejón – responsabile della sorveglianza dello spazio aereo dell’Alleanza a sud delle Alpi – alle basi operative italiane, passando attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico.

Proprio dal centro spagnolo è partito l’ordine di “scramble” (un termine ereditato dalla Guerra Fredda che evoca la corsa dei piloti verso i velivoli pronti al decollo) che ha mobilitato i caccia Eurofighter; una volta in volo, l’obiettivo era dirimere ogni dubbio su quel P-180 che aveva smesso di rispondere. Il lieto fine operativo è arrivato quando, dopo l’identificazione, i sistemi radio del velivolo privato hanno ristabilito il contatto, consentendo ai due caccia di fare rientro alla base di Grosseto senza ulteriori conseguenze.

Un dispositivo di difesa sempre in allerta

Episodi come quello di martedì 9 giugno rientrano nella routine della difesa aerea nazionale, sebbene vengano resi noti al pubblico solo in casi selezionati. Il dispositivo italiano, integrato da marzo 2018 anche con i più moderni F-35A del 32° Stormo di Amendola, opera senza soluzione di continuità per garantire la sorveglianza dello spazio aereo; nel caso specifico, la causa scatenante è stata la semplice perdita di contatto radio da parte di un privato proveniente dalla Germania, circostanza che – se non risolta – avrebbe potuto configurare una situazione di emergenza.

I due Eurofighter hanno constatato il ripristino delle comunicazioni, concludendo così positivamente una missione durata lo spazio di pochi minuti, ma sufficiente a riportare l’attenzione sull’importanza della prontezza operativa dei reparti di volo.

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